Jaguar Xf Sportbrake, torna la wagon

Struttura in alluminio e linea slanciata. Vano di carico fino a 1.700 litri

Massimo Mambretti

Porto In casa Jaguar torna una station wagon. È l'Xf Sportbrake e si colloca tra le familiari di corporatura più robusta del settore premium che in Europa, a dispetto di quanto capita in altre parti del mondo a causa dell'incisiva offensiva dei Suv, continuano a riscuotere un buon gradimento. In questo contesto la nuova station wagon inglese se la deve vedere con le proposte di passaporto tedesco e svedese.

A questo schieramento l'Xf Sportbrake si contrappone, in prima battuta, con l'architettura largamente realizzata in allumino che contribuisce a conferirle un valido peso-forma, i lineamenti eleganti che eredita dalla berlina, l'arredamento raffinato dell'abitacolo e tutte le più avanzate tecnologie sviluppate dal gruppo Jaguar Land Rover, riguardanti tanto la sicurezza e il sostegno alla guida quanto l'infotainment e la connettività.

A queste caratteristiche affianca una notevole versatilità, determinata dallo sviluppo della parte posteriore della carrozzeria. Da qui una silhouette slanciata e sportiveggiante, ben legata al Dna formale di casa Jaguar, dovuta all'andamento spiovente del padiglione che, però, non penalizza né l'ampiezza dell'abitacolo, anche se posteriormente chi siede al centro può essere disturbato dall'ingombro del tunnel della trasmissione e dalla sagomatura dello schienale del divano, né quella della zona di carico. Quest'ultima, oltre a essere ben organizzata e comodamente accessibile attraverso il varco che si crea quando si solleva il portellone a movimentazione elettrica, offre una notevole capacità: da 565 sino a 1.700 litri.

La famiglia di questa Jaguar, in vendita a prezzi che vanno da 46.780 a 80.150 euro, si declina in versioni turbodiesel di 2 litri con potenze di 163, 180 e 240 cv (le più potenti sono offerte anche con la trazione integrale) oltre che V6 di 3 litri da 300 cv, nonché in quella mossa da un'unità turbo a iniezione diretta di benzina, sempre di 2 litri, con 250 cv. Eccezion fatta che per la variante meno potente per la quale è a richiesta, tutte le versioni adottano il cambio automatico a 8 marce.

Sulle sinuose strade della valle del Douro, attorno a Porto, la turbodiesel più potente a trazione integrale si è rivelata assai istintiva da guidare, a dispetto di una lunghezza che sfora i 5 metri, grazie al comportamento rigoroso e all'agilità, nonché al rendimento del motore sempre consono alle sollecitazioni dell'acceleratore.