Je suis européen

Il calcio, non solo quello di vertice, è ostaggio di ultras e hooligans che in questa prima fase degli Europei hanno devastato strade e piazze di Francia. Lasciamo perdere gli ideali, non ce ne sono. L'istituzione sportiva è sempre un passo indietro e fatica ad adottare provvedimenti di esemplare durezza. Ieri l'Uefa ha comunicato di aver aperto un procedimento nei confronti della Croazia per la violenza dei suoi ultras che, nel corso della partita con la Repubblica Ceca, hanno lanciato fumogeni e razzi sul campo, colpito un vigile del fuoco e costretto l'arbitro a sospendere il gioco per 5 minuti. Per nulla soddisfatti, hanno minacciato di ripetersi nel prossimo match con la Spagna. La nazionale croata verrà penalizzata in classifica e la sua federazione, già recidiva per responsabilità oggettiva, subirà una ulteriore sanzione in vista dei prossimi impegni. Poca roba. A Inghilterra e Russia è stato inviato un warning fine a se stesso: «Fuori dall'Europeo in caso di nuovi incidenti». Infatti. Cosa volete poi che accada alla Turchia, finita anch'essa nel mirino dell'Uefa che predica bene e razzola malissimo. Da quelle parti non ci sono cuor di leone.

Ma cosa può fare il calcio se gli Stati proteggono questa genia di teppisti, solitamente con la svastica nelle teste vuote? Il capo degli ultras russi è stato ritratto in più occasioni a un passo da Putin, pare addirittura che sia foraggiato dai piani alti. Il Cremlino ha perfino accusato la Francia di repressione illecita. Le polizie di Inghilterra e Olanda se ne fregano di quel che combinano i loro hooligans fuori casa. La Croazia è a un punto di non ritorno. Lo testimonia una nota delle Federcalcio che, dopo aver condannato in modo inequivocabile violenza, intolleranza e discriminazione, ha accusato Il proprio governo di connivenza: «Gli incidenti di St. Etienne sono il prodotto della passività dello stato croato. E oggi siamo preda di questi malavitosi». Finalmente una voce fuori dal coro. Per i dirigenti croati, si prospettano tempi durissimi.

In sovrappiù le Forze di Polizia, pur presenti a iosa in tutte le sedi dell'Europeo, lasciano entrare dentro gli stadi razzi, fumogeni, bombe carta e chissà quanta altra roba, dalle lame ai tirapugni alla droga. E questi, cari miei, dovrebbero difenderci dagli attentati jihadisti? Povero calcio, inerme di suo e abbandonato al suo destino da chi poi è sveltissimo a sfruttarne la forza mediatica. E a salire sul carro di chi vince.