Je suis européen

U n fuoriclasse, dentro e fuori dal campo. Alla vigilia della sfida decisiva con il Belgio, Zlatan Ibrahimovic ha annunciato per l'ennesima volta che lascerà la nazionale: «L'ultima partita dell'Europeo sarà anche l'ultima che giocherò con la Svezia. Spero solo che non accada oggi. Indipendentemente dal risultato, sono davvero orgoglioso di quanto ho fatto con questa maglia». Per la cronaca 115 presenze con 62 gol, mai nessuno così prolifico da quelle parti. Eppure con la Svezia ha ottenuto poche soddisfazioni rispetto agli straordinari risultati colti nei club: 13 titoli nazionali in 4 leghe differenti. Sarebbe stato forse più giusto rimandare l'addio di qualche giorno, magari dopo aver tirato per la prima volta in porta: nei primi due incontri non c'è riuscito mai, lui come i compagni. Ma lui è Ibra: una botta tremenda al suo smisurato ego.

Già che c'era ha annunciato di non avere alcuna intenzione di partecipare ai prossimi Giochi di Rio: giusto l'inverso di quanto predicato qualche settimana fa: «Fra i miei obiettivi ci sono le Olimpiadi». Promesse da marinaio, direte. Ma in una recente circostanza ha mantenuto l'impegno («Il 7 giugno saprete qualcosa d'importante sul mio futuro») salvo fare un uso diabolico o geniale, fate voi, del suo carisma mediatico. Invece di comunicare il nome del suo futuro club, ha usato i social per fare pubblicità alla sua nuova linea di abbigliamento, chiamata A-Z. Alla domanda in quale squadra giocherà ha ironizzato sui media: «Lo dirò quando mi sarò stancato di leggere le vostre storie divertenti». Chissà se avrà considerato divertenti anche gli articoli sul suo nuovo brand. Furbacchione d'un Ibra, che del marketing è un maestro. Più realista del papà, il piccolo Maximilian s'è fatto fotografare con la nuova maglia del Manchester Utd che presto sarà anche quella del fuoriclasse svedese. A proposito. Pare che Mourinho gli abbia detto: «Scegli tu, o in agosto giochi con lo United in Premier League oppure vai alle Olimpiadi e ti cerchi un'altra squadra». Immediata la risposta, questa sì chiara e forte.