Joya Dybala, tristezza Pipita. È una Signora a due facce

Dieci gol per Paulo che eguaglia l'Angelillo '58/'59. Appena due per Higuain, a secco da quattro gare

Torino - Paulo Dybala non ha mai segnato così tanto e svolazza lassù, in testa alla classifica cannonieri avendo realizzato la bellezza di dieci reti nelle prime sei partite di campionato. Indossa la 10' come se fosse una maglia qualsiasi e magari questo è il suo segreto: giocare con naturalezza e non sentire la pressione. Almeno in Italia, funziona che è un piacere.

Il suo gemello' Gonzalo Higuain, invece, ne azzecca poche e contro il Toro è rimasto in panchina per scelta tecnica, entrando negli ultimi dieci minuti dopo essere rimasto negli spogliatoi anche durante il riscaldamento senza che però Allegri se ne avesse a male: a parole tutti lo coccolano, ma nei fatti sarà meglio che il Pipita si dia una mossa per non perdere altri punti. «Capita a tutti di non segnare per un periodo più o meno lungo ha ribadito proprio Dybala nel post derby ma Gonzalo tornerà a buttarla dentro. Resta un grandissimo giocatore. Ci ha aiutato tanto l'anno scorso: farà altrettanto adesso e, quando comincerà, non si fermerà più».

Non potrà che andare così, evidentemente. Intanto, però, il numero nove non trova la porta con successo da quattro partite (ultima rete, contro il Chievo, il 9 settembre) e mercoledì sera, contro l'Olympiacos in un match che la Juve non potrà non vincere, dovrà gioco forza lanciare segnali di vita importanti. In caso contrario, altri mugugni e preoccupazioni assortite: per di più non è che Mr. 90 milioni' sia abituato a brillare chissà quanto nelle partite calde di Champions, ma magari questa sarà la volta buona.

Dall'altro lato, appunto, c'è un Dybala irreale. Rimasto in campo 465 minuti nelle sei partite finora disputate, con una media gol facile facile di uno ogni 46,5. Terminati gli aggettivi e ricordati il gol al Cagliari, la tripletta al Genoa, poi un'altra rete al Chievo, la tripletta al Sassuolo e la doppietta al Toro, bisogna adesso scomodare il passato. E rendersi conto che un tale bottino nelle prime sei di campionato lo aveva realizzato solo Angelillo, con la maglia dell'Inter, nel 1958/59: argentino pure lui (poi naturalizzato italiano), ne aveva segnati addirittura tredici chiudendo poi l'annata a quota 33. Batistuta, Di Natale e Signori erano arrivati solo a otto a questo punto della stagione. «Io resto tranquillo così la Joya -. Ho parecchia fiducia in me stesso e i compagni mi aiutano. Mi riesce tutto bene, speriamo di andare avanti così. Il gol più bello? Il prossimo». Con la solita faccia pulita e nessuna spocchia manifesta.

Anche lui però mercoledì sarà chiamato a rispondere presente all'appello europeo: al Camp Nou era scomparso, perdendo di brutto il duello indiretto con Messi e, soprattutto, non aiutando la squadra a rispondere colpo su colpo ai blaugrana. Urge riscatto, per riproporre la Dybala-mask anche su palcoscenici internazionali e magari per far venire ancora più l'acquolina in bocca ai suoi estimatori. In aumento, pare: secondo il Daily Mirror, l'estate prossima il Manchester United offrirà 175 milioni ai bianconeri per fargli attraversare la Manica. Di questo e di tanto altro, se ne riparlerà strada facendo.