La Juve argentina spaventa Messi

Dybala show, Higuain fa doppietta e arriva a 21 gol. Bianconeri in forma Champions

nostro inviato a Torino

La Juve vince la sfida a distanza con il Barcellona. Battuto il Chievo con due gol di Higuain, mentre i blaugrana cadono a Malaga. Il modo migliore per Buffon e compagni di arrivare all'appuntamento di martedì sera portandosi momentaneamente a più nove sulla Roma. Bianconeri a cui basta il minimo per raccogliere la vittoria numero 32 di fila allo Juventus Stadium. Chi invece decide di strafare sono i due argentini là davanti. Dybala inventa, Higuain arma la doppietta per la seconda volta di fila dopo i gol in coppa Italia al Napoli: Messi e soci sono avvisati.

Luis Enrique che in settimana ha fatto lo spiritoso dovrà guardarsi il primo tempo in HD della Signora di ieri sera, perché quei due non riposeranno come si augurava l'ex allenatore della Roma. Si parte da Dybala che per Allegri «è giocatore aerobico» ma regala 45' da antologia. L'argentino più che bisogno ha voglia di giocare. Un tunnel di esterno è qualcosa di illegale per questa serie A, mentre la serpentina con cui regala l'assist a Higuain vale il prezzo del biglietto. Un regalo che il Pipita non esita a scartare con un destro imprendibile. Un'azione che è uno dei tanti messaggi da recapitare al Barcellona in vista dell'andata dei quarti di finale di Champions League. L'abbraccio tra i due argentini è la conferma di quanto si divertano a giocare insieme. Higuain si sblocca dopo cinque gare a secco in campionato, lo fa sull'onda lunga della doppietta con cui si è vendicato in coppa Italia della doppia razione di fischi e insulti di Napoli e soprattutto di De Laurentiis. E quando dopo un'ora di gioco si prende praticamente una standing ovation non per un gol ma per una girata straordinaria fuori di un soffio è la conferma che ormai tra il Pipita e la Signora l'amore è dichiarato.

Allegri si coccola la coppia in HD ma è il primo a sapere che martedì servirà un'altra prestazione alla Signora soprattutto sul piano tecnico perché troppe sono le imprecisioni e le sbavature con la palla tra i piedi. In difesa le distrazioni di Alex Sandro non vengono punite dal Chievo ma di fronte ai tre satanassi del Barcellona difficilmente non verrebbero pagate a caro prezzo. Certo cambieranno almeno cinque interpreti perché Allegri contro il Chievo conferma il turnover scientifico che sta caratterizzando la stagione bianconera che per forze di causa maggiore non riguarda l'attacco. Rifiatano invece Bonucci e Pjanic e senza di loro diventa difficile per i bianconeri impostare da dietro l'azione. Marchisio non ha nelle corde la regia, non resta che Dybala anche se la squadra di Allegri dà l'impressione per tutti i 90' che quando accelera può far male al Chievo, come se la squadra avesse anche il potere di scegliere il momento in cui accelerare talmente è consapevole della propria forza e superiorità. La Juve come al solito concede poco o nulla dietro, solo una parata di Buffon su Pellissier per festeggiare il sorpasso a Zanetti nella classifica di presenze in A (616) davanti c'è solo Maldini, anche se un paio di distrazioni su calci di punizione fanno infuriare Allegri. A mancare è il colpo del ko che arriva solo nel finale dopo due tentativi di Dybala e Higuain che fanno gridare al gol. A togliere la solita ansia che accompagna ogni finale della Juve è ancora il Pipita che scaraventa in rete l'assist di Lichtsteiner dopo un numero da funambolo di Dybala. Gonzalo sale a quota 21 in campionato e ha ritrovato il piede caldo al momento giusto. Non tanto per il Chievo, organizzato ma timido che ha fatto il tagliando, ma per giocarsi un gran finale. La Signora in HD è pronta per il Barcellona.

Commenti

massmil

Dom, 09/04/2017 - 16:34

Ma perché la montate così la juve? ricordo che quando il Milan (e sono interista) vinceva alla grande in ogni parte del mondo, non c'era tutta questa enfasi intorno alla squadra. Ma nonè che oltre ad arbitri la juve paghi pure i media?

Ritratto di giovinap

giovinap

Lun, 10/04/2017 - 08:48

massmil , lei pensa male ed è peccato...e magari indovina (giulio andreotti docet)