Juve, bastano 20 minuti per guarire

Alex Sandro, Rugani e Mandzukic ridimensionano l'Atalanta. Mistero Higuain

La Juventus si è svegliata. Prima o poi doveva capitare. Non dico della vittoria ma del gioco. L'Atalanta paga il biglietto al teatro bianconero e assiste alla rinascita della squadra di Allegri. Il gol improvviso di Alex Sandro, da slalomista, e il raddoppio di Rugani, nei primi venti minuti, hanno tolto la polvere dalla testa e dai muscoli della squadra, reduce dall'intossicazione di Genova. Ne è venuta fuori una partita su ritmi più alti del consueto. L'Atalanta, stordita dall'uno-due, ha faticato a riprendere coscienza del gioco veloce che l'ha portata ad una classifica insperata. Grandiosa la prova di Mandzukic, travestito da Higuain, nel senso che il croato ha giocato come un ossesso, in recupero, impostazione e realizzazione mentre il sodale argentino gli ha fatto da spalla, immalinconito dal ruolo di comparsa nella recita generale. Pjanic ha trovato colore e calore, finalmente incaricato di far girare la giostra, senza l'assillo velenoso della linea serrata con Hernanes, bocciato, e Khedira, ammaccato e poi rilevato da Lemina, più grifagno.

Atalanta appena reattiva nel finale del primo tempo, con la Juve in leggero panico ma la montata bianconera e il terzo gol, segnato da Mandzukic, hanno definitivamente appiattito speranze e orgoglio dei bergamaschi. Non cambia nulla nei destini della squadra di Gasperini che era arrivato a Torino per giocarsela a viso aperto ma ha dovuto fare i conti con la rabbia caratteriale della Juventus e con i limiti di personalità di alcuni ragazzi chiamati all'esame di diploma. Kessie ha lottato freneticamente, Caldara non ha faticato con l'Higuain di cui sopra ma Sportiello e il resto della squadra, soprattutto la prova di Kurtic, hanno provocato i fumi di Gasperini che ha dovuto rinunciare all'infortunato Berisha, portiere titolare non trovando nel sostituto la risposta necessaria.

Bianconeri su di tono, con un disegno tattico rivisto e corretto, secondo abitudini di Allegri che deve ancora definire la Juventus di quest'anno. Il recupero ritardato di Dybala ha sicuramente complicato il suo lavoro ma la Juventus di ieri sera ha almeno offerto la faccia che aveva mascherato e nascosto nella prima fase di questa stagione. La classifica ribadisce il suo primato, la prestazione rafforza la fiducia per l'ultima partita di Champions, mercoledì prossimo. Resta il mistero-Higuain, un campione da ritrovare, un goleador che non trova più la porta, un atleta che sembra anche sfiduciato dal ruolo di figurante anche poco reattivo. Sarà questo il prossimo problema per Allegri che, sul tre a zero, ha fatto un po' di sceneggiata, furibondo con i suoi che avevano abbassato la concentrazione, offrendo all'Atalanta il gol finale e orgoglioso di Freuler. Dicono che Genova sia già dimenticata. Meglio sarebbe usare la prudenza.