Juve a caccia di record per cancellare Doha. Allegri: "Io non ho finito"

Con il Bologna cerca il 26° successo casalingo consecutivo. Il tecnico: "Il mio ciclo continua"

Torino - Dimenticare Doha. Perché mica si può fare diversamente. Del resto la Signora è ancora (largamente) prima in campionato, pur avendo una partita da recuperare contro il non irresistibile Crotone. Insomma: la scenata di Allegri dopo il ko con il Milan fa parte della storia, è stata analizzata e messa via. Svanito un trofeo, ce ne sono altri da conquistare. Perché la Juve è la Juve un po' come Sanremo è Sanremo: comunque vadano le cose, la tradizione resta e la voglia di primeggiare pure.

Si ricomincia, allora. Stasera allo Stadium, contro il Bologna. Nel mirino la ventiseiesima vittoria consecutiva casalinga in campionato: una serie iniziata il 4 ottobre 2015 proprio contro i felsinei (battuti 3-1) e proseguita senza nemmeno un intoppo, segnando 59 gol e subendone 9. Vincessero anche oggi, i bianconeri batterebbero il loro stesso record di 25 stabilito tra l'agosto 2013 e il dicembre 2014, quando prima Conte e poi Allegri fecero meglio del Grande Torino (21 tra il 1947 e il 1948). Insomma: in mancanza di avversari credibili sul lungo periodo, la Juventus punta a migliorarsi e ad avvicinarsi alla leggenda del sesto scudetto di fila. Facendosi coccolare dai suoi tifosi, i quali hanno visto trionfare la loro amata 87 volte sulle 104 partite di campionato disputate allo Stadium dall'estate 2011 a oggi. «Ripartiamo», è l'invito di Allegri. Di nuovo rilassato, dopo i nervi manifestati al tepore di Doha: «Uno sfogo legittimo, perché dopo 35 minuti siamo usciti dalla gara, gestendo male una sfida con in palio un trofeo. L'andamento di quella partita mi aveva fatto arrabbiare, ma non c'entravano né il mercato e nemmeno il mio futuro». Ecco, appunto. Perché Allegri è netto nel dire che «il mio ciclo alla Juve non è ancora finito, spero di rimanere a lungo. Quest'anno dovremo migliorare la qualità del gioco e soprattutto la gestione delle gare».

Avanti, allora. Con un Rincon in più nel motore e un mercato che secondo Marotta finisce qui, lavorando però per l'estate e immaginando Marchisio come un nuovo acquisto. Stasera Dybala, a secco da quasi tre mesi causa anche infortunio, farà di nuovo coppia con Higuain, reduce dalla disavventura su Instagram. Dalla Joya peraltro si attendono segnali concreti, sia sul campo che fuori visto che dalla Spagna insistono nell'immaginarlo con la maglia del Real Madrid nell'estate 2019 se non già nel 2018: Marotta continua a dirsi tranquillo, forte di un probabile allungamento del contratto fino al 2021 che semmai gli permetterà di monetizzare ancor più la cessione dell'argentino. Intanto, però, il Bologna: senza Buffon (influenza non smaltita) e senza Evra (Valencia o United), con Pjaca che scalpita (probabile titolare mercoledì in coppa Italia, contro l'Atalanta) e la possibilità che tra qualche giorno il gruppo possa riaccogliere oltre a Barzagli, già convocato anche Bonucci e Alex Sandro. Per ripartire, può bastare così.