Juve e Roma, 12 mln di motivi per non strafare in campionato

Tanto vale per entrambe il passaggio del turno Ma Allegri non ha sbagliato turnover, Garcia sì

C'è turnover e turnover. Così come conta essere davanti o inseguire. Così il pragmatismo di Max Allegri e Rudi Garcia - già con la testa alla due giorni decisiva di Champions che potrebbe far entrare nelle casse di Juve e Roma un tesoretto di circa 12 milioni tra premio qualificazione e diritti tv - porta lo stesso risultato in campionato (un pari che non muta le attuali gerarchie della classifica) ma sentimenti diversi. Causa infortuni e squalifiche, a Firenze l'allenatore bianconero ha preferito rinunciare a uomini chiave come Tevez e Marchisio e a tornare al modulo dell'era Conte piuttosto che insistere su quello nuovo (il 4-3-1-2 che si rivedrà domani contro l'Atletico Madrid) che ha migliorato il gioco dei bianconeri e gli ha consentito di superare tutti gli ostacoli italiani ed europei.

Allegri aveva messo in conto di non battere la Fiorentina, ma l'obiettivo principale era quello di non perdere e così è andata. Con buona pace dei nostalgici dei record e di chi non vedeva uno 0-0 della Juve in campionato da oltre due anni (l'ultimo con la Lazio allo Stadium il 17 novembre 2012). «Per vincere non si devono fare 128 punti, ma solo uno in più della seconda», il messaggio di Allegri dopo il bruciante ko di un mese fa a Genova arrivato sui titoli di coda. Segno di una mentalità diversa da quella del suo predecessore rispetto al quale domani potrebbe fare meglio, guardando almeno alla scorsa stagione, ovvero staccare il pass per gli ottavi di Champions: serve almeno un pari contro Simeone. E Max, nei suoi precedenti con il Milan (dal 2010 al 2013) non ha mai fallito l'obiettivo di superare il girone.

A Trigoria tira un'altra aria: la Roma è inciampata - come storicamente le accade - nell'ultimo passettino per avvicinare la vetta e i rivali della Juve. Garcia dice a ragione che «ci saranno altre occasioni», ma intanto è finito sotto accusa per un turnover eccessivo e a detta di molti poco equilibrato, tanto che la squadra giallorossa ha balbettato calcio per almeno un tempo e mezzo. Giusto, ad esempio, riproporre Strootman titolare per aiutarlo nella ripresa dopo il grave infortunio, sbagliato non garantirgli una rete di protezione più solida a centrocampo con Keita e Nainggolan. «Sto lavorando duro per tornare ai miei livelli e aiutare la squadra», il tweet dell'olandese ancora arrugginito da un'inattività lunga 8 mesi. E la partita con il Sassuolo, riacciuffata all'ultimo tuffo con qualche aiutino, ha dimostrato anche che non tutta la Roma è da scudetto, considerando le deludenti prestazioni di Destro - il cui addio sembra vicino - e Iturbe, l'acquisto estivo più oneroso.

Con il City cambierà tutto e il ritorno di capitan Totti dal primo minuto, oltre che di Nainggolan (ieri protagonista di uno scambio di tweet velenosi con Peluso, terzino del Sassuolo ed ex della Juve a proposito degli episodi incriminati di sabato, ndr ), sarà l'emblema del nuovo turnover con i titolari in campo per la sfida da dentro o fuori. Alla quale assisterà anche il patron Pallotta, che spera a Natale di poter regalare ai tifosi buone notizie anche sul fronte main-sponsor e nuovo stadio. Per evitare rischi e non dover fare calcoli, la Roma dovrà vincere. Così anche la serataccia con il Sassuolo sarà messa nel dimenticatoio.