Juve e Sassuolo soci in affari tanti favori e qualche dispetto

Da Zaza a Marrone e Peluso, quanti scambi tra le due società. Gli emiliani, ultimi a battere Allegri, ora non mollano Berardi

Torino - Amici, in teoria. Comunque non sul campo, dove non a caso il Sassuolo è stata l'ultima squadra a fermare la Juventus, un girone fa. Amici in sede di mercato, ecco: salvo sorprese e sviluppi, che a Torino quasi escludono e in Emilia mica tanto. Però, al momento, bianconeri e neroverdi non sembrano fare troppa fatica a manifestarsi stima e a garantirsi appoggi reciproci. A giugno capiterà altro, ma intanto parecchio è già successo: perché se è vero che le seconde squadre non si possono avere, lo è anche il fatto che è impossibile proibire di avere interessi comuni stipulando alleanze e creando sinergie. Tra qualche mese arriverà al pettine il nodo Berardi, ma altri affari sono già andati in porto e la strada è stata tracciata. Con Simone Zaza, per esempio: acquistato dalla Juve nell'estate 2013 (dalla Samp, per 3,5 milioni) e girato subito in comproprietà (per 2,5) al Sassuolo, rientrato a Torino la scorsa estate per 18 milioni ma in realtà pagato soltanto 8, visto che nel 2014 gli emiliani lo avevano riscattato completamente sborsandone altri 7,5. Se qualcuno vuole chiamarli equilibrismi di bilancio, si accomodi: le due società hanno fatto i propri interessi in maniera lecita, Zaza è nel frattempo cresciuto non poco (con il Sassuolo: 21 reti in 69 presenze, due salvezze e la Nazionale conquistata) e può essere al momento considerato l'autore del gol del vantaggio scudetto segnato nello scontro diretto con il Napoli. Quanto a Berardi, che il Sassuolo aveva prelevato dal Cosenza all'età di 16 anni, è ormai da tempo nei radar juventini, al punto che la via per assicurarselo era stata aperta dalla cessione di Marrone nell'estate 2013: otto mesi fa il Sassuolo, dopo avere beneficiato per un paio di stagioni della compartecipazione, lo aveva però ricomprato alla bella cifra di dieci milioni garantendo a Marotta una plusvalenza di 7,3. E qui si infrangono le certezze: la Signora sostiene di potere portare a Torino il ragazzo calabrese (in adolescenza tifoso interista) pagando semplicemente 25 milioni, mentre nei giorni scorsi Giovanni Carnevali, amministratore delegato e direttore generale del Sassuolo, ha spiegato che «Berardi è completamente nostro. C'è un'opzione della Juventus, ma queste cose le risolveremo più avanti. Non stiamo facendo nessuna asta: valuteremo in base alle offerte e la Juve, nel caso ne arrivasse una maggiore, potrà pareggiarla».Si vedrà. Altre operazioni comunque ci sono state e altre ce ne saranno. Peluso, per esempio, è alla seconda stagione agli ordini di Di Francesco dopo averne passata una e mezza a Torino vincendo (non da protagonista assoluto) due scudetti e una Supercoppa. Detto poi di Marrone (oggi in prestito al Verona, dopo essere ripassato dalla Juve) e ricordato che Vrsaljko potrebbe diventare tra non molto l'erede di Lichtsteiner, si guarda pure al futuro: Juve e Sassuolo si sono per esempio mostrate interessate a Giovani Lo Celso, 19enne trequartista del Rosario Central, possibile sostituto di Berardi in Emilia. Dove a gennaio è nel frattempo arrivato Rogerio, difensore mancino classe 1998 proveniente dell'Internacional, protagonista con il Brasile Under 17 e bianconero più o meno in pectore. Come lui, anche Stefano Sensi, gioiellino del Cesena che piaceva a mezza Italia. E Vittorio Parigini? Attaccante classe 1995, di proprietà del Toro attualmente al Perugia, è stato corteggiato a lungo dagli emiliani: i granata però hanno per il momento risposto picche, forse anche per il timore di ritrovarselo contro tra qualche anno in un derby. Perché è vero che le strade del mercato sono infinite, ma ce ne sono alcune che sono più frequentate di altre.

Commenti

Libero1

Ven, 11/03/2016 - 13:46

Che strano. Il presidente del sassuolo dice di essere tifoso milanista e poi si viene a sapere che fa affari e favori con i GOBBI.Di quali favori parlano.Di fargli vincere la partita.