La Juve fa lo sconto solo a Toni

I bianconeri pareggiano a Verona, il vecchio bomber segna ed è capocannoniere. Tevez si fa parare un rigore

Li ha portati in gita premio, novanta minuti in scioltezza, senza mai forzare, cercando la precisione, gli automatismi, rispolverando schemi di stagione, triangolazioni strette e palle lunghe. Allegri voleva solo togliersi di dosso questa scimmia del Barça, perchè quando ci pensi troppo perdi la testa e magari non solo questa. Al limite c'era l'obiettivo della classifica cannonieri, Tevez contro Toni, il veronese ha segnato con la complicità di Bonucci e Buffon, l'argentino invece si è fatto respingere da Rafael un rigore generosamente commesso da Marquez su Llorente.

Ma Allegri può stare tranquillo, questa Juve vince anche se non gioca. Ieri non ci è riuscita per una prodezza di Juanito al terzo di recupero, però ha dentro una forza mentale che la protegge su qualunque campo. É un momento così, o almeno questa è l'impressione che lascia, e tutto gira dalla sua parte. Di solito quando un allenatore fa riposare diversi titolari si dice che fa turnover. Massimiliano Allegri no, lui decide di testare diversi panchinari in vista di un ipotetico utilizzo a Berlino. É la forza di chi vince e ha tutto dalla sua parte, perfino i luoghi comuni.

Così non si parla di Chiellini, Lichtsteiner, Morata e Vidal in panchina, ma di Ogbonna, Padoin, Pereyra e Llorente sotto esame. Il rilievo non coinvolge Tevez che è schieratissimo in mezzo all'attacco bianconero a circa 60 metri da Toni, i due che si giocano con Icardi il titolo di bomber della stagione in corso.

In effetti un po' tutti cercano di mettere la palla giusta su Tevez, e dall'altra parte per Toni. Il veronese è il primo ad avere l'occasione propizia grazie a Ogbonna e a un rimbalzo fortuito in piena area, palla a Toni che la svirgola clamorosamente mandandola alla sinistra di Buffon. Pochi minuti dopo proprio Ogbonna con un fallo di mano in area, scatena le proteste di Toni, rigorista designato dei veneti. L'ultima grande occasione del primo tempo arriva da Sala che centra bene in area ma il bomber veneto arriva in ritardo. Tutto rimandato al secondo tempo quando Hallfredsson porta la palla nella metà campo juventina, la mette d'esterno in area per Toni marcato molto largo da Bonucci, sinistro al volo e Buffon bucato sul primo palo. È il 22° gol dell'intramontabile Toni, ma Bonucci e Buffon non c'hanno fatto una gran figura. È anche la rete del momentaneo pari, al 42' Pereyra, una decina di metri fuori area, aveva preso la mira e calciato a giro un pallone nel sette opposto, con il celebre Marquez, 37 anni, esperienza a carriolate, che lo contrasta a cinque metri e quando l'argentino calcia, si volta. Il raddoppio è di Llorente, che aveva già colto un palo, su bella iniziativa di Padoin.

La Juve ha tenuto il campo senza esagerare, Pirlo più che animare il gioco lo ha congelato, Pogba non ha mai forzato, Marchisio ha giocato un tempo senza farsi notare. Tutto nella discrezione più assoluta. Tevez intanto si stava demoralizzando, al quarto d'ora della ripresa Sturaro gli ha messo un buon pallone in area ma lui ha sparato in curva. Li sta tenendo per Berlino. Vale più un titolo di capocannonire in serie A o un gol in una finale Champions? Di sicuro l'Apache non si è fatto troppi scrupoli e troppe domande, non si è dannato per trovare il gol, ha giocato abbastanza lontano dalla porta di Rafael, ha messo qualche assist interessante e poi ha sprecato dagli undici metri. Ma Allegri non è sembrato preoccupato, anzi.