La Juve frena su Jovetic e riapre la pratica Tevez

La Fiorentina vuole solo contanti. Marotta: "Trenta milioni sono troppi Marchisio? Ha il Dna bianconero". Rebus Cavani. Thohir è a Milano

L'attaccante della Fiorentina Stevan Jovetic festeggia il gol di Adem Ljajic

Erick Thohir è tornato a Milano, lo scrive uno dei suoi quotidiani, il Republika, nessuna dichiarazione compromettente, intercettato dai colleghi di un sito nerazzurro si è limitato a scusarsi: «Ora non posso parlare, non posso dare alcuna informazione. Mi dispiace». Advisor e banker non mollano l'osso, la trattativa prosegue e ha già fatto delle vittime. Il passaggio di quote societarie ad un investitore straniero di prima fascia come Erick Thohir, sta facendo vacillare Milan e Juventus, spaventate da un gettito di denaro che potrebbero non riuscire a pareggiare, e non sono solo paranoie. L'Inter sarebbe la prima delle tre a far entrare lo straniero, con i rischi ma anche tutti i vantaggi immaginabili e prendere una rincorsa tale da portarla in fuga. Per ora comunque sul fronte mercato si naviga a vista, inquieta la mancanza di offerte per i tanti esuberi e il probabile rinnovo di alcuni contratti dei veterani. Le altre intanto lavorano sodo. Nessuna preclusione verso la Juventus ma una richiesta che non si schioda dai 30 milioni cash: è questa la linea del presidente esecutivo della Fiorentina Mario Cognigni dopo l'incontro con il procuratore Fali Ramadani per quanto riguarda il capitolo Stevan Jovetic in bianconero. Ufficialmente Giuseppe Marotta, che ha dichiarato incedibile Marchisio, ha fatto segno di andarsene e abbandonare la pista per gettarsi su Carlitos Tevez, obiettivo più vicino e meno oneroso rispetto a Gonzalo Higuain che ha inaspettatamente chiesto a Florentino Perez un ritocco sul contratto. Mossa che annuncerebbe una probabile uscita del centravanti argentino dal Madrid che ieri ha chiuso la stagione con l'Osasuna al Bernabeu salutando con una salva di fischi Josè Mourinho. In realtà la questione Jovetic non è affatto chiusa. Dopo le dichiarazioni della presidenza viola, Marotta ha scaricato tutto nelle mani del montenegrino, la Juventus si aspetta che sia lui, se davvero desidera indossare la casacca bianconera, a fare i passi decisivi per convincere i Della Valle a trattare su una parte di cash e l'altra in contropartita tecnica. Anche la Juventus ha i medesimi problemi di tutte, esuberi e doppioni non vogliono lasciare il club in quanto l'ingaggio che percepiscono è praticamente impossibile, in questo contesto di recessione mondiale, solo da pareggiare in altri club. Marotta ha elaborato la strategia, Fali Ramadani ha in mano la carta Adem Ljajic da giocarsi al meglio, contratto del serbo in scadenza a giugno 2014, lo cercano Milan e Juventus. Ramadani probabilmente baratterà la quiete contrattuale per quanto riguarda Ljajic, portandolo al rinnovo, in cambio di una posizione meno drastica su Jovetic. Con i Della Valle che si stanno tutelando: SuperMario Gomez è una voce che monta, con Pepito Rossi sarebbe una coppia formidabile, i contatti con il Bayern ci sono già stati.
A Napoli si chiedono con quale umore si è svegliato De Laurentiis, magari sta cambiando e su Cavani è disposto a infrangere regole fino ad ora rigidissime. I parenti del Matador lo spingono al Madrid, i soldi di Abramovich nel nuovo Chelsea di Mourinho. De Laurentiis per trattenere Cavani deve ingrassare il suo contratto, rinunciare a 63 mln di clausola e a un mercato di sostanziale potenziamento. Forse troppo.
Al Milan stiamo tutti aspettando la cena. Non sottovalutiamo il Cavaliere, non ne sta facendo una questione d'onore, le sue idee sul gioco della squadra e sul comportamento dei tesserati sono paletti mai messi a caso. Indebolito se resta Allegri? Ma non scherziamo. Indebolito Galliani se arriva Seedorf? Mannò i due stanno facendo tutto in perfetto accordo, ce ne accorgeremo alla fine. Piuttosto lo snodo Allegri ha già spaccato in due l'entourage giallorosso. Chi lo vorrebbe aspettare fino all'ultimo giorno, chi lo accusa di aver già messo la Roma in secondo piano. Caos e contestazione a Trigoria, striscioni contro Sabatini e Baldini: «Aridatece la Roma», e partono i cori.