Juve, Inter e Milan: flop-spot per l'Italcalcio

Il disastro americano dei nostri club: dovevano vendere il "brand", lotteranno per non arrivare ultime nella Champions Cup sponsorizzata dalla Guinness

Una figura(ccia) così non se l'aspettava nessuno. Insomma: va bene che stiamo parlando di calcio d'agosto, va bene che sono altre le società che possono spendere e spandere e, insomma, va bene tutto. Però, immaginare che la prima Juventus-Inter della stagione (ore 00,30 di domani notte: diretta Sky Calcio) valga solo per la finale del settimo-ottavo posto della Champions Cup sponsorizzata Guinness stride con i sogni estivi dei popoli bianconeri e nerazzurri. I quali certo immaginavano altro dalla trasferta in terra americana: magari non di vincere al cospetto di Real Madrid e Chelsea - protagoniste della finalissima, con il primo succoso incrocio tra Ancelotti e Mourinho: due ex che potrebbero reincontrarsi con bel altro in palio fin dalla prossima primavera - ma nemmeno di venire presi a pallate dai Los Angeles Galaxy (la Juve: 1-3) e dal Valencia (l'Inter: 0-4, di fronte a un Massimo Moratti incredulo).

Appena meglio ha fatto il Milan, il quale nella stessa manifestazione sfiderà l'Everton (a sua volta vincitore ai rigori contro la Juve nel match di esordio) nella finalina per il terzo posto: almeno i rossoneri, che strada facendo hanno ritrovato Balotelli, avevano battuto il Valencia salvando così in parte l'onore del calcio italiano. Il quale già non se la passa bene di suo: quando poi viene invitato - lautamente remunerato - a partecipare a tornei estivi con buona parte della crema del calcio europeo, inanella figure che (con tutto il rispetto) nemmeno il Palermo all'esordio in Europa League di qualche anno fa. Qualcuno obietterà che non è il caso di fasciarsi la testa troppo presto: vero, ma la Juve ha incassato due milioni di ingaggio per imbarcarsi negli States e più o meno altrettanto è toccato a Inter e Milan. Non ci sarebbe insomma di che scandalizzarsi se in futuro gli organizzatori si rivolgessero ad altre società per dare pregio a un torneo trasmesso comunque televisivamente in 151 Paesi sparsi per il globo e organizzato tra gli altri da Stephen Ross, proprietario della squadra di football americano dei Miami Dolphins.

Quanto alle attenuanti, ognuno ha le sue: la Signora campione d'Italia, che al Tim aveva battuto il Sassuolo (a sua volta vincitore sul Milan) solo ai rigori, ha ritrovato i nazionali solo negli States con tutto quel che ne consegue, il Milan ha già dovuto fare i conti con assenze e infortuni (Mexes, De Sciglio, Bonera e Robinho) manco la scorsa stagione non fosse finita, mentre l'Inter (senza Milito, Kovacic e Zanetti, ok) pare sballottata tra la ricerca di concretezza voluta da Mazzarri e i sogni di grandeur che l'avvento di Thohir dovrebbe portare con sé.

Dulcis in fundo, il Napoli di Benitez: entusiasmo a tonnellate, Galatasaray battuto per cominciare e poi via a Londra per sentirsi grandi. Pareggio con l'Arsenal (2-2, maluccio Higuain) e sconfitta (1-3) contro il Porto, con errori difensivi che hanno già fatto aggrottare le ciglia a più d'uno. Ok, è calcio d'agosto: però le squadre italiane sono già costrette a inseguire e, dopo i bagliori lanciati dalla nazionale di Prandelli in occasione della Confederation Cup, non è certo una bella notizia.