Juve, nella gabbia del Lione per la prima svolta in Europa

Sfida delicata per la corsa al primo posto nel girone L'ex Pjanic: «Vincere per fare un bel passo avanti...»

Torino La speranza della Juventus è che abbia ragione Aulas, presidente del Lione: «Abbiamo il dieci per cento di possibilità di battere i bianconeri». Ovviamente bluffa, come sempre in questi casi. Però è un fatto che i francesi non navighino in buone acque, tra litigi interni alla dirigenza e una squadra che in Ligue 1, penalizzata da infortuni e recuperi, naviga al momento distante dal vertice: meno dieci dal Nizza capolista, addirittura, ma anche meno sei dal secondo e terzo posto occupato in coabitazione da Psg e Monaco. Va così, da quelle parti. Tutto il contrario della classifica scintillante della Signora, più cinque sulla Roma e sul Milan, un calcio per il momento non sempre spumeggiante ma certamente redditizio: il bel gioco magari arriverà, intanto è stato messo da parte un buon gruzzolo.

Poi, certo, c'è la Champions. Sempre lei. Con la Dinamo Zagabria già fuori causa e tre squadre per due posti, perché il Siviglia cui la Juve dovrà rendere visita, dopo il pareggio dello Stadium è da tenere sempre da conto. Intanto, il Lione che in casa arriva da tre vittorie di fila: «Dobbiamo ritrovare solidità difensiva», così il tecnico francese Genesio. Che recupera comunque la coppia d'attacco Lacazette-Fekir, due da prendere con le molle per limitare i quali Allegri dovrà fare a meno di Chiellini, che ormai da mesi non fa in tempo a dimenticare un acciacco che gliene arriva un altro: al suo posto ci sarà Benatia e comunque la difesa, al di là degli interpreti e delle recenti incertezze di Buffon («rimane il numero uno al mondo», lo ha difeso Pjanic), resta un punto di forza dei campioni d'Italia, bucati in campionato solo cinque volte in otto partite. Riparte da lì, la Juventus: ripresentando poi sulla linea di centrocampo Pjanic (tre stagioni al Lione, prima di passare alla Roma), Khedira e Dani Alves, affidandosi in attacco a Dybala e Higuain. Mandzukic ha nel frattempo marcato visita (problemi all'adduttore destro: tra i convocati è stato confermato il sedicenne Kean) e Marchisio è rimasto a Torino per proseguire nel lavoro di recupero. «È una doppia sfida importante, perché arriva a metà del girone e può indirizzare il passaggio del turno così Pjanic, che con la maglia del Lçione ha anche segnato il primo gol della sua carriera in Champions -. Andiamo alla ricerca di un risultato positivo, abbiamo tutto per poterlo ottenere. Dovessimo vincere, faremmo un bel passo avanti». Vuole il primato nel girone, però, Andrea Agnelli. Perché piazzarsi secondi esporrebbe la squadra a un incrocio pericoloso già negli ottavi e la lezione dell'anno passato dovrebbe essere servita a qualcosa: gli avversari non sono poi nel loro miglior momento di forma e, allora, passare da primi diventa quasi obbligatorio. «Non mi metto addosso troppa pressione prosegue Pjanic -. Giochiamo sempre partite importanti, campionato o Champions cambia poco per chi vuole vincere sempre». È il destino che tocca a chi gioca nella Juve, del resto: «Gli infortuni non mi preoccupano, l'importante è che non si tratti di stop prolungati le parole di Allegri -. Faremo bene comunque. Il passaggio del turno è fondamentale, perché sarebbe il settimo anno di seguito in cui le squadre che alleno vanno avanti in Champions: se lo faremo da primi, tanto meglio». Si cercano passi avanti nel gioco, anche: «Ma a fine stagione contano i risultati, non i complimenti per quanto espresso». Avanti, allora.