Juve, novant'anni di Agnelli e di lupiil commento 2

di Tony Damascelli

«La Juventus? Qualcosa per la domenica». Gianni Agnelli così spiegava il significato che la squadra bianconera avesse per lui, la sua famiglia e il popolo juventino tutto. La domenica era il giorno dello svago, del pensiero leggero e il pallone riscattava le fatiche feriali nella "feroce" come gli operai chiamavano la Fiat. Oggi ricorrono novanta anni dell'unione tra la dinastia agnelliana e il club torinese, caso unico nel mondo calcistico. È singolare constatare che ad occuparsi della ricorrenza e del legame che unisce la famiglia alla squadra di football, siano alcuni, giornali e giornalisti, che non hanno perso tempo, negli anni, per scaricare addosso al club (non alla squadra) accuse, insinuazioni, sospetti, ironie, soprattutto dopo la scomparsa dei fratelli, Gianni e Umberto. Dal doping a calciopoli è stata una goduria, le ultime discariche sulle scommesse hanno consentito i supplementari.
La Gazzetta dello Sport ha pubblicato un opuscolo dal titolo "Agnelli-Juve, un amore lungo 90 anni". La rassegna di fotografie ha evitato, per un refuso tipografico forse, di ricordare Vittorio Chiusano che nel 1990 venne nominato presidente. Anche di Vittore Catella, ufficiale pilota di aviazione in guerra e collaudatore del primo jet italiano, il Fiat G80, promosso presidente da Gianni Agnelli («Lei ama il rischio, da domani si occupi della Juventus»), si è persa la memoria fotografica. Tralascio i motivi che hanno portato ad evitare le immagini dei radiati Giraudo e Moggi (nei libri di regime si fa così) mentre ha avuto l'onore della gloria Jean Claude Blanc, unico personaggio della storia juventina ad avere ricoperto da solo il ruolo della triade, presidente, amministratore delegato e direttore generale, con relativo salario e ovvia liquidazione.
Andrea Agnelli ha la stessa fisionomia del nonno Edoardo, il primo Agnelli presidente, l'uomo che allestì la squadra dei cinque scudetti consecutivi. Anche allora si scrisse e si parlò di scandali bianconeri, con la vicenda di Viri Rosetta "svincolato" dalla Pro Vercelli e accordatosi con la Juventus.
Novant'anni dopo l'aria è la stessa. Oggi, per il compleanno, applausi, riverenze, inchini. Da domani il ventilatore si rimette in funzione, tra schizzi e lazzi, qualcosa non per la domenica ma per tutti i giorni.