Juve pronta a stupire: "Il Bayern ci dirà quanto siamo grandi"

Conte: "Non siamo una vittima predestinata". Buffon: "Dopo quel 4-1 mi venne mal di schiena"

Ci vorrebbe una sera da Juve, ma forse ancora non sappiamo quale sia una vera notte da Juve. Lontani i tempi della Signora che fu. Questa sta resettando tutto, vittoria dopo vittoria, scalino dopo scalino.

Neppure Antonio Conte è riuscito a trovar risposta, a ripescare la Juve che andrebbe copiata in questo galà della Champions che riporta la Juve nella vera Europa che conta. Quarti di finale, c'è di mezzo il Bayern, ovvero la squadra che ha giocato due finali negli ultimi tre anni, ha il miglior attacco nella coppa di quest'anno (18 gol in 8 match), ha vinto le ultime 16 sfide disputate in casa ed è messa bene anche in difesa. Cosa chiedere di più per rispondere alla domanda che la Juve e il suo allenatore ieri si sono posti, ripetendola come un leit motiv. «Il Bayern ci dirà a che punto siamo. Per capire quanto manca e se manca». Quanto manca per essere una top club in Europa, dopo aver velocemente recuperato il ruolo in Italia.

Bella sfida, elettrizzante. Nemmeno inquietante, fa intendere Conte che parla come un ragazzino alla scoperta del mondo dei grandi. Ovvio che ci sia un pizzico di furbizia, quel tanto di commedia che non guasta per evitare i contraccolpi di qualche delusione. «Noi siamo felici di essere qui, giocheremo con gioia, con serenità, con il piacere di esserci. Non saremo una vittima predestinata, ci proveremo con il nostro gioco». Ma in questa sintesi c'è il bello di questa Juve e la consapevolezza di aver camminato forte in due anni, c'è la voglia di arrivare, ma il tentativo di non sentirsi delusi se qualcosa non andrà per il verso giusto. Il Bayern ha riempito di elogi la Juve: fair play d'accordo, però meglio diffidare. I tedeschi soffrono il calcio italiano: troppe volte ne sono usciti bastonati. Anche stavolta, come in altre occasioni, il pronostico sta dalla loro parte, ma basterà acchiappare l'attimo perchè la Juve capovolga il pronostico. Due squadre compatte allo stesso modo, Bayern più forte negli attaccanti, Juve tranquilla nell'assetto difensivo. «Noi attacchiamo con diversi giocatori e diverse soluzioni, loro sempre allo stesso modo», spiega Vidal, esperto di calcio tedesco avendoci giocato. L'ultima volta contro il Bayern perse 5-1 col Borussia Dortmund. I numeri dei rispettivi campionati dicono che le squadre si somigliano nei punti di forza. Entrambe subiscono poche reti. Il Bayern ha rinforzato l'attivo dei gol con i 9 appena rifilati all'Amburgo.

La Juve non potrà dimenticare le quattro sberle subite nell'ultimo rendez vous con i tedeschi a Torino (8 dicembre 2009: 4-1). Buffon ci ha perfino scherzato sopra: «Fu la peggior prestazione europea da quando ci sono io. Ci cappottarono, ci presero a pallonate e credo che il mio mal di schiena sia cominciato da quella sera». Lo dice con il sorriso di chi oggi si sente più forte e meno esposto. Merito suo e della sua retroguardia. «Non ho mai giocato con una difesa a tre così forte. Barzagli, Chiellini e Bonucci spesso sono sottostimati. Non sono pazzo nè visionario». Allora, in squadra, giocavano Felipe Melo e Legrottaglie, Iaquinta e Amauri, Grosso e Grygera, Poulsen e Diego. Si, vero, c'era ancora Trezeguet ma pure Tiago.

Oggi sono sopravvissuti Marchisio, Buffon e Chiellini: tre colonne. Il tempo non ha raccontato bugie su quella squadra. E probabilmente non ne racconterà su questo gruppo. «Noi siamo una outsider, ma sappiamo di non essere qui per caso. Ce lo siamo meritato. E non poniamo limiti ai sogni», ha sintetizzato Conte con la forza di un uomo di credo. Credo nella squadra, nel gioco, nel pallone che ben conosce avendo giocato tante partite importanti come questa. La Juve parte per credere, magari per vincere. Salvo scoprire che gli altri sono davvero più forti. «E in quel caso applaudiremo».
L'Allianz Arena è fantastica nelle notti di Champions: ed ha già un pedigreè da invidia. Non c'è miglior biglietto d'ingresso per infilarsi nel gotha che conta. Il Bayern rischia la sua credibilità, ma nessuno lo toglierà mai dalle cinque stelle d'Europa.

La Juve oggi è squadra di lotta più che di potere. Andrà in campo la formazione classica, magari Peluso al posto di Asamoah e il duo Quagliarella-Matri perchè Vucinic anche ieri non era al top fisico. Quest'anno la Signora non ha mai perso in coppa (5 vittorie e 3 pari), dal 2010 non viene sconfitta in una trasferta europea ma da 10 anni non arriva alla semifinale Champions. C'è proprio tutto per pensare che le stelle non stiano a guardare.