La Juve riaccende l'orgoglio Buffon: «Noi il made in Italy»

Tutti giù dalla poltrona. Buffon ci pensa da tre anni. Torna la Juve in Champions, non è più tempo di guardare la tv. Stasera torna la musichetta che ti fa sentire un Rocky, eppoi via nell'inferno. L'ultima volta fu un disastro. Sono passati poco meno di tre anni, il Bayern stritolò la Juve (4-1) a Torino nella fase a gironi e addio. Era l'8 dicembre 2009, in campo c'erano Buffon, Marchisio e Caceres. Il resto figurine di un'altra Juve, un altro tempo, altre storie. Se ne sono andati campioni come Trezeguet e Del Piero insieme a una buona scorta di mediocrità. In panchina sedeva Ciro Ferrara, tanto sfortunato quanto dannato. C'era anche il Giovinco prima maniera. Oggi Ferrara si toglie meritate soddisfazioni a Genova e Giovinco ha fatto carriera. Non è chiaro se vederlo partire titolare sia una garanzia sul futuro, soprattutto internazionale, di questa Juve ma vedi Vucinic eppoi spera.
Da allora ne sono corsi danari, dirigenti, allenatori e giocatori per ritrovare la Juve in questa Europa, è stato un lungo inseguire: prima la vera Juve, poi la Champions. Ora ci siamo. Juve che non ti fa mai mancare il colpo di teatro: stavolta avrà due allenatori, uno posizionato chissà dove a Stamford Bridge, e l'altro nella parte del ventriloquo autorizzato. L' Antonio Conte, combattente calcistico di successo, si sarebbe divertito come un matto sul prato inglese dei campioni d'Europa: la Juve e il suo tecnico fantasma non potevano chiedere di più per ritrovare la Coppa. Lo dicono in tanti, vediamo se avranno ragione. Tolto il dente....
Juve che in Inghilterra leggono Fiat, ovvero un made in Italy d'esportazione, soprattutto oggi che marciano, e marchiano, le polemiche. «La Fiat è un'icona dell'Italia, una istituzione, un punto di riferimento per tutti», ha risposto Buffon per parare curiosità straniere. Poteva anche dire che pure la Juve è un'icona di questa Italia, del calcio made in Italy, amata-odiata com'è nel sangue nostro.
Juve contro gli inglesi è sempre partita da mettere il dubbio sul come finirà. Più o meno siamo alla pari (15 vittorie, 15 sconfitte, 12 pari), meglio non ripensare all'ultima con Ranieri in panca che allungò la serie delle sconfitte. Ma vedi Vucinic eppoi pensi che l'ultima volta (novembre 2008) rifilò due reti al Chelsea e fu una bella storia per la Roma. Serata magica per la Maggica. Abramovich provò a portarsi quel maledetto diavolo al Chelsea per far felice Ancelotti, che prese il posto dell'impallinato Scolari. Offrì fino a 20 milioni di euro. Il colpo non riuscì e oggi la Juve glielo mette sotto il naso: 1-0 e Vucinic al centro, il resto si vedrà.
A dar ascolto a Buffon, che stasera tocca le 400 partite in maglia bianconera, questa squadra è più adatta a giocare in Europa. «E rispetto al 2009 abbiamo miglior consapevolezza delle nostre potenzialità». Il portierone cinguetta su Twitter col vezzo di una primadonna. E magari si fa prendere la mano. Ieri ha raccontato questa: «Complessivamente i giocatori del Chelsea hanno più presenze di noi in Champions, ma noi siamo una squadra emergente». Emergente e non in emergenza che fa già una bella differenza rispetto al passato. Juve in testa al campionato esattamente come il Chelsea, che poi ci sia un italiano sulla panca inglese dovrebbe indurre all'attenzione più che alla tentazione di snobbare. E se è vero che tanti titolari Blues hanno passato le 30 partite Champions laddove solo Pirlo e Buffon tengono il confronto, è vero che Buffon non pone limite alla speranza. «Arrivare in Champions da campioni d'Italia ci dà orgoglio e consapevolezza. Il nostro è stato uno scudetto epico. Dietro tre-quattro squadre ci siamo noi». Vabbè, anche se i bookmakers, che in certe cose ci vedono lungo, la pronosticano un po' più lontana.
É una Signora che sta rodando il motore, ha recuperato gli uomini migliori a centrocampo, dovrà ritrovare la difesa di ferro: il Genoa perdona, il Chelsea distrugge. Conte e Carrera domenica devono aver avuto i sudori freddi, se è vero che ieri hanno fatto ripassare il primo tempo di Genova a tutta la squadra: ristudiati filmati ed errori. «Abbiamo capito dove abbiamo sbagliato, guai a riprovarci», ha concluso Carrera in conferenza stampa.
In questa serata correranno orgoglio e voglia, bontà tecnica e prepotenza fisica. La finale di Champions del Chelsea ha spiegato che si può imporre il proprio gioco anche difendendosi. Stavolta andrà in scena un capovolgimento delle parti: la Juve che non sa giocare all'italiana e una inglese che gioca spietatamente all'italiana. Detta con Buffon: «Non sempre vincono i più forti, a volte vincono i più bravi». Nella colonna dei bravi la Juve ci mette il portierone, Pirlo, Marchisio e Vucinic.
E ora vediamo com'è questa Juve d'esportazione. Più forte o più brava? Questo è il problema.