Juve-Roma vale la vetta. Però l'America pensa solo a "core" Totti

Da Buffon a De Rossi, è una sfida fra "anziani". Il NY Times incorona il capitano Totti. Ma non ci sarà

C'è chi è ancora decisivo con le sue parate e lo sarà almeno per altri due anni. C'è chi non vuole smettere di giocare anche se ormai il suo impiego è con il contagocce. C'è infine chi è un veterano, il più pagato in serie A, ma che vede il suo futuro lontano dall'Italia. La storia di Juve-Roma si intreccia e si è intrecciata negli anni attorno a tre nomi, diventati bandiere delle loro squadre. Età media 37 anni, amici fuori dal campo e soprattutto campioni del mondo nel 2006. Gigi Buffon e Daniele De Rossi saranno protagonisti della supersfida allo Stadium, Francesco Totti dovrà invece guardarsela in tv per l'influenza che lo ha debilitato nell'ultima settimana.

E se l'Italia calcistica trattiene il fiato per il confronto che può chiudere o riaprire il campionato, oltreoceano, ovvero negli States patria degli attuali proprietari giallorossi, si celebra proprio il grande assente di stasera. Il New York Times dedica un servizio al numero dieci che ha vissuto tutta la sua carriera con la squadra della sua città. «A Roman to the Core and the Core of Roma», romano fino al midollo e cuore di Roma, è il titolo dell'articolo che gioca sulla parola Core che ha significato simile in inglese e nel dialetto capitolino. «Sono fortunato ad aver vestito una sola maglia, non conta nient'altro che l'amore per la Roma», le parole di Francesco. Elogiato dall'amico Buffon («ha la stessa classe di quando cominciò, anzi è addirittura migliorato in alcune giocate») e pure da un altro campione del mondo in campo stasera, il tedesco della Juve Khedira («è una leggenda, è stupendo vederlo giocare a pallone a 40 anni»).

Totti a parte, comunque ai margini del gruppo spallettiano - finora solo 11 gare tra campionato ed Europa League di cui quattro da titolare, per un totale di 511 minuti giocati e due gol - il duello fra le avversarie per il titolo si gioca tra rose con la carta d'identità «stagionata»: la truppa di Allegri ha un'età media di 28,2 anni (più anziane in serie A solo Chievo e Cagliari), quella di Spalletti scende a 26,8 ma ha dieci rose più giovani della sua. Vecchi sì, ma collaudati: il miglior attacco del torneo ha come punta di diamante e realizzativa un trentenne (Dzeko); la migliore difesa si affida a SuperGigi (38 anni) e Chiellini (32) ma anche a Barzagli (35), l'altro iridato di Lippi ora in panchina ma pronto per il Milan in Supercoppa, e Bonucci (29) attualmente ai box.

La Roma è sempre uscita battuta dallo Stadium in cinque tentativi (sei considerando anche la Coppa), la Juventus punta al record di 25 risultati utili nel suo fortino, un unicum in Europa. Sarà una questione di età o di esperienza o magari semplicemente di una maturità raggiunta, ma i veleni del passato restano per una volta nel cassetto. Tanto che pure i due tecnici, entrambi toscani e amici da tempo, scherzano: «Spalletti come allenatore non si discute, ha cambiato la Roma e la sua mentalità, ma ogni tanto è molto bravo anche a fare l'attore...», così Allegri. «È il primo della classe e accetto anche qualche battuta da lui. Dice che sono un bravo attore perché non mi ha mai sentito cantare...», la replica del romanista. Che sotto sotto sogna lo sgambetto, pagato bene dai bookmaker che lo quotano cinque volte la posta.