Juve, la strana estate con Sarri in stand by Un lusso solo da Signora

Tarda l'ufficialità del tecnico, ma si tratta di una questione di equilibri con il Chelsea

C' è sempre qualcuno che crede alle favole. Non sempre trattasi di infanti, pupe e pupi. A volte si inseriscono anche sedicenti cronisti, pronti allo scoop del secolo. Ora è evidente a molti, purtroppo non ancora a tutti, che Pep Guardiola non sarà il nuovo allenatore della Juventus. Perché è inutile ribadirlo, piuttosto ci dovremmo chiedere perché alcuni insistano nella fiaba che lo vede un giorno a Milano, un altro a Torino, quindi lontano da Manchester. Niente, sbagliare è umano, perseverare è idiota. Maurizio Sarri sarà il nuovo allenatore della Juventus. Anzi lo è già. Da tempo, anche se le parti, Juventus, Chelsea e Sarri sono a conoscenza dello stato dell'essere, ovvero la sua attuale condizione contrattuale.

Il club londinese è un bancomat che continua a pagare allenatori che, come i marinai, promettono amore eterno ma dopo un anno salutano e smammano verso nuovi porti. Dunque ci sono equilibri politici e diplomatici da osservare e rispettare e questo sta facendo il Chelsea nella figura di Marina Granovskaia che non è Wanda Nara ma ha un altissimo senso professionale, dunque sta aspettando il momento giusto per annunciare la partenza di Sarri e l'arrivo di Lampard.

Non c'è nessuna preoccupazione in casa juventina, almeno sul ruolo dell'allenatore e sui programmi della campagna estiva di mercato. Sarri ha idee certe, parlano i fatti sia a Napoli sia a Londra, sul suo metodo di lavoro e sul disegno tattico che intende trasferire alla squadra. La Juventus, semmai, attende altre risposte proprio dai trasferimenti, soprattutto alla voce uscite, perché molto, se non tutto, dipende da chi se ne andrà. Le voci sono molte, gli affari certi no, a parte Cancelo che dovrebbe essere tra i partenti, il resto è nell'aria. Ma Sarri sa benissimo di poter lavorare su un organico già eccellente, prescindendo dagli arrivi.

Così come Andrea Agnelli e i suoi collaboratori sono sicuri che, con la scelta del toscano, cambierà la pelle della Juventus, il suo modo di stare in campo e di giocare la partita. Poi servono i risultati e qui Sarri dovrà fare i conti con responsabilità e urgenze per lui inedite, anche se tutelate da una struttura e da una tradizione robuste.

Questa Juventus, dunque, può anche permettersi il lusso di stare in stand by, di attendere giorni e settimane prima di rendere pubblico, ufficiale ciò che è privato e ufficioso, un accordo, un'intesa, un contratto, consolidando anche i rapporti con il Chelsea. Da qui al dieci di luglio, giorno del raduno, si continuerà con le favole e le farneticazioni, in attesa che spunti Guardiola che come sostantivo significa il casotto dei guardiani. Qui, purtroppo, mancano i guardiani e si moltiplicano i guardoni. E il casotto c'è ed è aperto a chiunque.