La Juve tiene sulle spine Allegri ma gli regala Rincon

Il ko in supercoppa rilancia il tormentone sul tecnico. Bettega si dissocia: «Cosa si vuole di più?»

Torino Contratto fino al 2018. Quello che lega la Juventus e Massimiliano Allegri. I quali non sono separati in casa, ci mancherebbe altro. Solo che perdere un trofeo non fa mai bene al morale, all'ambiente e a chi magari già aveva il muso lungo per motivi propri. Se poi alla minestra si aggiunge anche il Chelsea di Conte che fila come un treno, ecco che pure nell'impermeabilizzato mondo bianconero possono cominciare a spuntare voci non del tutto tranquillizzanti: se i risultati torneranno ad arrivare, tali rimarranno e amici come prima. Viceversa, si tramuterebbero in vocioni con tutto quel che ne consegue fino a un'eventuale presa di posizione da parte della società. Insomma: la Supercoppa persa al cospetto del Milan dei giovincelli ha fatto andare di traverso a parecchi juventini il cenone di Natale, facendo loro quasi dimenticare il dominio che la Signora sta imponendo al campionato e pure la qualificazione agli ottavi di Champions. Risultato: Allegri è ben saldo in sella e - ci mancherebbe altro - tale rimarrà fino al prossimo giugno. Poi, chissà. Al netto di un contratto in scadenza nel 2018, dei due scudetti già vinti (su altrettanti tentativi) che potrebbero diventare tre, di altrettante coppe Italia e di una Supercoppa. Dipenderà insomma da quel che succederà nei prossimi sei mesi, da vivere da protagonisti ovunque. In Italia come in Europa, dove i bianconeri sono attesi dal Porto che tremare il mondo non fa, ma che comunque andrà affrontato con attenzione e massimo rispetto: «Se così non sarà ha già messo tutti sull'avviso il tecnico ci complicheremo la vita e andremo incontro a brutte sorprese».

Eccola qui, la sostanza. Che è poi quanto sperimentato a Doha: la vera Juve è durata venti minuti, poi si è afflosciata e si è fatta sovrastare. Magari senza nemmeno prestare troppa attenzione a quanto veniva suggerito dalla panchina: bravo il Milan ad approfittarne, furibondo il pilota bianconero a fine match. Difeso ieri da Roberto Bettega, uno che l'ambiente lo conosce bene pur non ricoprendo ormai da anni alcuna carica: «Si è perso solo ai rigori e, al momento, la squadra è prima in campionato e negli ottavi di Champions. Cosa si può volere di più?». Domanda retorica che dà per scontato il nulla come risposta: siccome però a Torino c'è chi ancora oggi storce il naso di fronte al curriculum di Allegri, già circolano quelli di chi potrebbe prenderne il posto lasciandolo partire magari per l'Inghilterra: Paulo Sousa (già bianconero da giocatore, quando alzò anche la Champions, e dotato del giusto physique du role), Simeone (ma l'amore per l'Inter?) e Di Francesco, per esempio.

Chiacchiere degne di Capodanno, per il momento. Molto più concrete invece le voci sul mercato che vedono in arrivo a Torino il genoano Rincon: la Juve dovrebbe infatti spuntarla allo sprint sulla Roma.

Commenti

ilbelga

Mer, 28/12/2016 - 11:44

come al solito vince in campionato (perché le altre squadre sono scarse) poi alla resa dei conti non riesce neanche a battere il Milan per conquistare un trofeo internazionale...

giovauriem

Mer, 28/12/2016 - 16:04

la juve vince gli scudetti per che ingaggia buoni allenatori ma buoni arbitri .