La Juve per la vendetta punta sul super attacco

Bianconeri ancora scottati dalla Supercoppa. Allegri pronto a lanciare anche Pjaca

Due volte la Juventus ha incontrato il Milan in questa stagione e due volte ha perso. L'ultima, a Doha il 23 dicembre, con la Supercoppa in palio e successivo sfogo di Allegri («li prenderei tutti a calci nel...») ripreso dalle telecamere. Stasera, Signora e Diavolo si ritrovano: allo Stadium, gara secca per i quarti di Coppa Italia, manifestazione che la Juve ha vinto nelle ultime due edizioni e che si porterebbe ancora a casa volentieri come mai nessuno è riuscito a fare per tre volte di fila.

Siamo alle solite, insomma: bianconeri a caccia di record, sapendo però anche che un'eventuale eliminazione ridarebbe fiato alle trombe del malumore che la super prestazione di domenica contro la Lazio ha silenziato. Si rischia di andare insomma da un eccesso all'altro: de profundis dopo Doha e il ko di Firenze, massima esaltazione adesso sulla scorta anche dei tanti piedi buoni visti contemporaneamente in campo tre giorni fa nel 4-2-3-1 di nuovo conio.

«Ci aspetta un match importante, da non vivere però come una vendetta per la Supercoppa persa», così ieri Allegri. «Non è il modulo che deve farci cambiare atteggiamento: domenica ho tolto un centrocampista per avere un attaccante in più come Mandzukic, un giocatore che può fare di tutto anche a metà campo e che ci ha dato la possibilità di giocare le palle alte. Abbiamo giocato da squadra, dovremo continuare a farlo. Il nostro obiettivo è migliorare la qualità del gioco ed essere un po' più spregiudicati, senza abbatterci né esaltarci». Volendo guardare anche oltre confine, ovviamente. Alla Champions, dove «dagli ottavi in poi, la qualità del gioco si alza molto. Se c'è chi fa passare la palla in trenta centimetri, noi dobbiamo farla passare in venticinque». Di sicuro, Allegri non si aspetta cali di tensione: «Perdere quattro partite di campionato ci ha fatto bene, perché abbiamo capito che per vincere bisogna pedalare al massimo. L'atteggiamento e la qualità devono andare di pari passo, perché non si può vivere solo di reazioni».

È comunque plausibile che stasera, proprio perché battuti a Doha, i bianconeri reagiscano da par loro pur se magari con Higuain inizialmente in panchina. Così come Pjaca, «predestinato a fare grandi cose, ma non ancora pronto per giocare subito». Dopo di che, dato per buono il modulo visto contro la Lazio, davanti a Neto potrebbero giocare Barzagli e Alex Sandro esterni, Rugani e Bonucci centrali, Khedira e Sturaro davanti alla difesa (Marchisio non è ancora al top), con Cuadrado, Dybala e Pjanic alle spalle di Mandzukic. Diventato uomo ovunque e quasi indispensabile, il croato: uno che davvero non è mai giudicabile per il numero dei gol segnati, tanto è l'extra che comunque garantisce alla squadra.