Buffon, l'uomo dei record

Buffon dirà addio alla Juventus e al calcio giocato dopo 23 anni di onorata carriera. Il 40enne di Carrara è il recordman di presenze in nazionale e secondo solo a Maldini come numero di partite disputate in Serie A

Gianluigi Buffon, dopo 23 anni di onorata carriera, ha deciso di dire basta e appenderà i suoi guantoni al chiodo. Il numero uno di Carrara ha mosso i primi passi e si è fatto conoscere al grande calcio con la maglia del Parma, con cui ha giocato per ben sei stagioni vincendo una Coppa Italia, una Supercoppa Italiana ma soprattutto la Coppa Uefa, che rimane così l’unico trofeo internazionale vinto in carriera con una squadra di club. Buffon, infatti, non ha mai vinto la Champions League, c’è andato sempre vicino ma non è mai riuscito ad agguantarla. Il classe ’78 non è stato molto fortunato anche perché ha perso tre finali su tre disputate: nel 2003, ai calci di rigore, contro il Milan di Carlo Ancelotti a Manchester, nel 2015 a Berlino per 3-1 contro il Barcellona di Luis Enrique, e a Cardiff nel 2017 per 4-1 contro il Real Madrid di Zinedine Zidane.

Buffon, nonostante questa piccola grande mancanza nella sua bacheca, è da considerare uno dei più forti, se non il più forte e continuo portiere della storia del calcio dato che il palmares e la carriera parlano per suo conto. Gigi, infatti, è il recordman di presenze con la maglia dell’Italia, con ben 176 gettoni, ed ha vinto il Mondiale del 2006 da grande protagonista con soli due gol incassati in tutta la competizione: l’autorete di Zaccardo e il gol su rigore subito in finale contro la Francia da Zinedine Zidane. Buffon in quell’anno sfiorò anche il Pallone d’Oro finito poi nelle mani del suo grande amico e compagno di squadra Fabio Cannavaro, in quel momento capitano della nazionale. Buffon, dunque, ha macinato record su record anche se non riuscirà a battere quello di Paolo Maldini sulle presenze in Serie A: 647 per l’ex rossonero, contro le 642 del numero uno della Juventus. La Juventus con il suo addio perderà di sicuro un grandissimo leader e un uomo sempre determinante nel bene e nel male: il calcio italiano deve comunque dire grazie a questo immenso campione per questi suoi 23 anni sempre al top.