Kakà fa l'americano: secondo addio al San Paolo

Il Brasile saluta un'altra volta una delle sue stelle. Ricardo Izecson dos Santos Leite, semplicemente Kaká. Dopo mezza stagione al San Paolo, l'ex giocatore del Milan, fa le valigie per andare a giocare negli Stati Uniti, all'Orlando City. E come dicono i brasiliani certamente lascerà molta saudade. Kaká doveva congedarsi questa domenica nell'ultima giornata contro lo Sport Recife. Ma l'allenatore Muricy Ramalho ha fatto marcia indietro: «Se avesse continuato a giocare qui, sarebbe sceso in campo. Ma se si dovesse infortunare cosa succederebbe?». E così di fatto l'addio si è consumato domenica scorsa, nell'1-1 casalingo con il Figueirense.

Kakà nella sua seconda vita sportiva al San Paolo in 24 partite ha segnato tre gol, ha effettuato otto assist con un bilancio di 14 vittorie, cinque pareggi e cinque sconfitte. Pur senza titoli saluta con il secondo posto, dietro al Cruzeiro campione, che permette al San Paolo di accedere direttamente alla fase a gironi della Coppa Libertadores, la Champions sudamericana. Più che per la sua tecnica è stato importante per l'esperienza, leader e guida per i più giovani insieme al portiere-cannoniere e capitano Rogério Ceni, che ne ha sempre sottolineato l'importanza: «Kaká non ha più lo stesso scatto di prima, ma si muove con intelligenza. Si è sacrificato per la squadra». Per Ricky nulla di speciale avendo indicato come suoi modelli in una recente intervista Kaká tre giocatori: lo stesso Ceni, Cafu e Maldini. «Avevano tutti il piacere per la vittoria. Maldini di Champions ne ha vinte cinque. All'ultima c'ero anch'io. Per lui era soltanto una in più, ma era il primo ad arrivare agli allenamenti».

Cresciuto proprio al San Paolo, Kaká è tornato a casa giocando poco più di quattro mesi. La società brasiliana voleva trattenerlo ancora qualche mese ma il club di Orlando ha detto no al prolungamento del prestito. Quindi, Kaká, 32 anni, si trasferisce a gennaio negli USA. Comunque il brasiliano lascia aperta la porta a un altro ritorno al club paulista. Possibile, considerato che dopo i tre anni di contratto con gli americani, l'ex rossonero ne avrà 35 anni. Intanto inizia l'avventura americana con il benvenuto del brasiliano Flávio da Silva, patron dell'Orlando City, per il quale Kaká sarà il nuovo Beckham nella Major League Soccer, il principale campionato degli Usa. Il club proprio grazie all'ex rossonero ha già chiuso 25 contratti di sponsorizzazione per la prossima stagione.

Non solo gioie, ma anche dispiaceri perché il ritorno al San Paolo è coinciso con la separazione, senza particolari dissidi, dalla moglie Carol, con cui era sposato dal 2005 e dalla quale ha avuto due figli. Le buone prestazioni nel San Paolo gli hanno regalato il ritorno nella nazionale brasiliana del ct Dunga, con cui aveva già lavorato: per Kaká due presenze nelle vittorie contro Argentina e Giappone dello scorso ottobre. Piccola consolazione dopo essere stato escluso dal Mondiale di casa. La più grande delusione, ma ora l'aspetta l'America, un'altra tappa. Ma non sarà l'ultima.