Katie, ricca e affamata: a Rio vuole mangiarsi il cannibale Phelps

Ritratto di Katie Ledecky, la nuova stella del nuoto mondiale

Dal nostro inviato a Rio de Janeiro

Più lei di lui. Perché il bambino quindicenne di Sidney 2000 che all'allenatore diceva "voglio cambiare la storia del nuoto", quella storia non solo l'ha cambiata, ma la resa inaccessibile a molti. E allora, qui, adesso, più lei di lui, più Katie di Michael, perché lei è l'unica che nella storia del nuoto riveduta e corretta dallo squalo potrà entrarci di diritto. Perché queste sono, sì, le olimpiadi del ritorno di Phelps ma sono soprattutto i Giochi che consacreranno la piccola Ledecky.

L'altra notte lui ha centrato la medaglia d'oro numero 19 nella 4x100 stile. L'altra notte lei ha simpaticamente ritoccato di due secondi il proprio record del mondo nei 400sl 3'56''46. Poi sempre lei, ieri, nelle batterie dei 200 stile, ha piazzato altrettanto simpaticamente un bel 1'55''01. Per cui vien da sé che un esperto del ramo fenomeni e cannibali dello sport come Phelps ripeta da tempo "non ho mai visto una donna nuotare come lei".

Lei paradosso degli sport di fatica, lei affammata senza doverlo essere, lei miliardaria non per i successi fin qui ottenuti (5 ori mondiali, olimpionica a Londra negli 800), ma per diritto di famiglia, lei che di soldi ne sta già facendo tanti sovrapponendo così ricchezza a ricchezza.

Per comprendere bisogna pensare a qualche nome eccellente fra i milionari d'Italia e immaginare che una loro rampolla sia forte come Federica Pellegrini, anzi di più. Perché Katie Ledecky è figlia di un ricco avvocato, fratello ad Harvard, e in America la battuta che va per la maggiore dipinge perfettamente la fanciulla. Dicono "nuota come avesse bisogno di mangiare e pagare l'affitto...". Solo che possiede palazzi. Per rendere meglio: se papà è ricco, lo zio Jon è straricco, quando Katie era piccina, giusto perché iniziava ad annoiarsi a seguire il basket seduto sul divano, si comprò la squadra Nba dei Washington Wizards.

Ecco, arriva da qui la Phelps del nuoto. Affamata come Michael, ma cresciuta in modo diverso da lui, figlio di genitori separati, papà poliziotto, mamma e sorelle che si sono dovute rimboccare le maniche e la vita per non far mancare niente al ragazzino. Che ha ricambiato come tutti sappiamo. In aggiunta, ieri, primo assaggio individuale, nei 200 farfalla (terzo in 1'55''63, dietro a Irvine e Kenderesi, 1'54''73). In attesa degli amati 100 farfalla: "La medaglia d'oro che più di tutte vorrei conquistare".