Kessie e Bakayoko fuori gioco Gattuso: "Basta con i social"

Dalle provocazioni con Acerbi via twitter alla maglia del laziale esibita come trofeo. Però il Milan li difende

Chi ha giocato a calcio giura che l'adrenalina e la tensione del momento facciano fare cose sciocche che si rinnegano pochi minuti più tardi. È sempre capitato e sempre capiterà. Ma la fesseria firmata da Kessiè e Bakayoko trova davvero poche giustificazioni. La maglia di Acerbi, appena battuto sul campo, mostrata sotto la curva rossonera come un trofeo, quasi uno scalpo da vecchio West, è davvero un gesto brutto e sciocco. Per carità, si è visto di peggio sui campi della nostra serie A, ma sicuramente i due ragazzotti se la potevano evitare. Con buona pace del comunicato ufficiale del Milan che ieri ha specificato che la maglia è stata «mostrata per pochi secondi» e «senza finalità di scherno, né intenti aggressivi o anti-sportivi», trattandosi solo di «un'innocente, ingenua risposta allo scambio amichevole di tweet con Acerbi nei giorni che avevano preceduto la gara».

Tutto infatti è nato in settimana, via social network. Acerbi aveva detto: «Come singoli non c'è paragone fra noi e il Milan». Bakayoko aveva replicato: «Ok, ci vediamo sabato». Il Milan vince, Bakayoko e Acerbi si scambiano la maglia mettendo fine alla polemica, poi il gesto sciocco e Acerbi che si infuria. «Ho scambiato la maglia per mettere fine alla questione, fomentare odio non è sport ma un segno di debolezza». E come sempre, al di là delle parole di circostanza, la bacchettata saggia e le parole di buonsenso arrivano da Gattuso. «Devono chiedere scusa, queste cose non si fanno» ha detto il tecnico prima di andare oltre: «Si smanetta troppo sui telefoni e social network, i professionisti dovrebbero farlo il meno possibile. E magari fare un'ora di allenamento in più invece di perdere tempo a smanettare». Non a caso, già nella serata di sabato, i due centrocampisti si sono scusati (ovviamente via social network) cercando di disinnescare la bomba che, nel frattempo, era già esplosa.

Il procuratore federale infatti ipotizza una «condotta gravemente antisportiva» tanto che è già scattata la richiesta al giudice sportivo di utilizzare la prova tv per valutare se il gesto dei due giocatori rossoneri vada sanzionato. Tra le ipotesi c'è quella dell'ammenda ma anche una possibile squalifica.

La politica, con il sottosegretario allo sport Giorgetti, è intervenuta a gamba tesa: «Gesto stupido, inqualificabile, indegno dei valori dello sport. Mi auguro che vengano presi i giusti provvedimenti per stigmatizzare quello che è accaduto», ha detto trasformando il caso in qualcosa di più grande di quel che è in realtà. Fatto sta che se Kessiè non è nuovo a sciocchezze, vedi litigio in diretta tv con il compagno Biglia sanzionato pesantemente dal Milan, questo gesto ha messo in imbarazzo la società non a caso intervenuta a difesa dei suoi tesserati. Quel che è certo è che, al di là degli eventuali provvedimenti, la semifinale di ritorno tra Milan e Lazio in programma mercoledì 24 sempre a San Siro si preannuncia caldissima. Ai giocatori, al di là delle parole di facciata, il compito di abbassare toni e temperatura. Magari, questa volta, usando (anche) i social con intelligenza. Tipo quella mostrata ieri sera proprio da Acerbi quando ha postato la foto di un abbraccio con Bakayoko scrivendo «Basta polemiche, ci rivedremo sul campo». Come sempre dovrebbe essere.