Kondogbia: «Il Milan? Mai detto sì» Bertolacci: «Valgo quanto il francese»

MilanoAncora non si è tornati in campo che già la Milano del calcio, rinata all'improvviso a vecchi fasti, torna a punzecchiarsi come faceva una volta. Ma se prima gli attori in campo erano atleti e dirigenti di grido, ora a fare la voce grossa sono centrocampisti poco più che ventenni, già affermati (o quasi...) sbarcati a suon di milioni di euro in città. Ci ha pensato Geoffrey Kondogbia a scaldare subito gli animi e a rilanciare la sfida al Milan, quel club che lo aveva cercato insistentemente prima che lo stesso giocatore optasse per i colori nerazzurri: «Ma io non ho mai detto sì al Milan - ha esordito - ho parlato con Mancini che mi ha convinto sul progetto». E poi, alla domanda perché abbia scelto l'Inter, dichiarazioni che sembrano quelle di uno pronto a diventare leader in campo: «È la tappa ideale per la mia carriera - ha proseguito - normale che ci siano pressioni, ma per me non è un problema. Io leader del gruppo? Presto per dirlo, comunque ho mostrato quello che so fare e per questo c'è tanta attesa nei miei confronti». E tra la voglia di scudetto e di sfida all'amico Pogba («Mi piacerebbe giocare contro Paul, sarebbe la prima volta a questi livelli»), arriva pronto il riferimento al suo modello, che guarda caso è un fedelissimo di Roberto Mancini: «Somiglio molto a Yaya Touré, ma non voglio essere paragonato a nessuno».

Dall'altra parte del Naviglio ieri è stata la giornata di Andrea Bertolacci, che ha tenuto alto l'onore del Milan nella sfida a distanza con Kondogbia tra i giocatori più costosi del calciomercato delle squadre attualmente a disposizione dei due tecnici: «L'Inter ha fatto un grande acquisto, ma dimostrerò di esserlo anche io - ha risposto - in questi anni in Serie A ho mostrato il mio valore e non è un caso se la Roma voleva tenermi per puntare su di me». Cinque gol all'Alcione per la squadra di Mihajlovic che alla fine ha detto: «Romagnoli? Giocatore importante che ho avuto il piacere di allenare ma purtroppo è di un'altra squadra. Quanto a Mexes, non era vero che non lo volevo, gli ho parlato al telefono, è un giocatore di personalità che dovrà cambiare il suo atteggiamento e potrà far comodo. Ibrahimovic e l'ipotesi Inter? Cose che non mi riguardano, il mercato lo fanno altri».