l’intervista di

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di venerdì scorso il bando che riguarda 539 agenzie ippiche, fra cui le 329 storiche: nulla di nuovo rispetto a quanto uscito sulla Gazzetta Europea. Di qui la preoccupazione di Francesco Ginestra, presidente di Assosnai: «Il testo non è corretto, si poteva e si doveva fare meglio. La gara non tutela né i vecchi concessionari né i nuovi. I primi, dopo aver creato da zero il mercato delle scommesse ippiche, rischiano di ritrovarsi senza licenza e di non avere più i mezzi per onorare i debiti contratti con lo Stato fino al 2011. I secondi incontreranno grandi difficoltà a reperire i locali nelle vicinanze di quelli messi a bando. Ma ciò che più lascia l’amaro in bocca è la lontananza delle istituzioni che non hanno ritenuto opportuno confrontarsi con gli operatori prima di redigere un testo di legge meno improvvisato e soprattutto più aderente alla realtà. Mi aspettavo un comportamento diverso dal neo sottosegretario all’Economia, Alberto Giorgetti, che pure si era distinto per la prudenza e la saggezza delle sue dichiarazioni».
Secondo Ginestra il rischio di contenzioso è altissimo: «Nessuno ha tenuto conto dei problemi delle imprese che in questi anni hanno investito nel settore somme importanti, creato migliaia di posti di lavoro e pagato imposte milionarie all’Erario. Certi di avere una licenza fino al 2011, questi concessionari si erano indebitati con lo Stato fino a quella data. Cosa accadrà se a fine anno si troveranno senza nulla in mano? Come faranno a onorare gli impegni con le banche? E che fine faranno i lavoratori? Perché la legge, rifiutando una mia proposta in tal senso, non ha previsto il riassorbimento di chi è impiegato nelle agenzie storiche? I numeri non sono molto diversi da quelli di Alitalia, differente però è la sensibilità da parte delle istituzioni. Lo ritengo un fatto gravissimo a dimostrazione della superficialità con cui è stato affrontato l’argomento».
Il presidente di Assosnai non è tenero con lo Stato: «La rabbia è tanta pensando al fatto che tutti questi interventi sono legati all’attività di un operatore estero che opera in Italia senza licenza e senza pagare tasse. È lo stesso operatore che ha creato il caso SuperEnalotto ma non ha partecipato alla gara, che diceva di volersi mettere in regola e non ha neppure partecipato al bando Bersani, che ha creato il caso delle agenzie ippiche e che probabilmente si eclisserà per l’ennesima volta. Spiace che lo Stato chini sempre la testa e non si batta per chi invece ha sempre rispettato le sue regole. Assosnai continuerà comunque a combattere offrendo la massima tutela a quegli associati che punteranno ad aggiudicarsi o riaggiudicarsi le concessioni messe a bando».

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