L’Italia si mangia tutte le speranze Solo la Rosa lancia il peso sul podio

L’Italia è donna anche nell’atletica quando c’è da conquistare un podio. Chiara Rosa non sarà Federica Pellegrini ma regala la prima medaglia azzurra ai campionati europei di Helsinki. La padovana ha conquistato il bronzo nel getto del peso(m. 18,47). Oro alla tedesca Nadine Kleinert (19,15), argento alla russa Tarasova (18,91). Veneta dal carattere estroverso ed incontenibile, la Rosa conquista la sua prima medaglia a livello assoluto: nei settori giovanili aveva già raccolto un bronzo ai Mondiali Under 18 del 1999, ed uno agli Europei Under 23 nel 2005. Piccola consolazione in una giornata in cui l’Italia puntava a qualche altra medaglia che invece hanno mancato Simona Lamantia (6ª nel triplo, successo dell’ucraina Saladuha: m.14,99), Marco Vistalli (ritirato nei 400 m vinti dal ceco Maslak) e Libania Grenot (6ªnei 400 m. dopo 300 m. da protagonista e vinti dalla svdese Hjelmex). Gocce di speranza per il futuro da Diego Marani, il cui 20.83 è il primo dei tempi di ripescaggio per la finale dei 200 m.. Crono numero uno (20“63) per l’olandese Churandy Martina. Discrete le qualificazioni agli ostacoli, dove Marzia Caravelli e Micol Cattaneo hanno superato agevolmente le batterie. Un fiocco di speranza dalla 20enne Gloria Hooper, nata a Villafranca, figlia di ghanesi approdati in Italia: si sono conosciuti a Napoli. Strepitosa in batteria dei 200 m.(22“95 minimo olimpico A e quarta prestazione italiana all-time), non altrettanto in semifinale dove finisce al 4° posto (23“49) eppoi vien squalificata per invasione di corsia. Gianmarco Tamberi a 20 anni ha dimostrato di avere stoffa nella finale di salto in alto. Quinto posto con 2,24 (percorso netto da 2,15, passando per 2,20.) Oro al britannico Robbie Grabarz, con 2,31.
Nell’atletica dell’altro mondo, Oscar Pistorius non è riuscito a qualificarsi per i 400 m. delle Olimpiadi. All'atleta sudafricano, che corre con protesi in carbonio al posto delle gambe, non è bastato conquistare l'argento ai Campionati Africani in Benin. Pistorius ha corso in 45“52, lontano dal 45“30 per ottenere il pass olimpico. «Sono deluso», ha raccontato ed ora spera di essere ripescato per la stafetta 4x400.
Ai Trials Usa l’unica emozione arriva nei 5.000 maschili: Galen Rupp, ex studente della University of Oregon, vince allo sprint in 13’22”67, scavalcando uno dei mostri sacri, Bernard Lagat, e batte di 13/100 il primato dei campionati nazionali che apparteneva da quasi quarant’anni al mito Steve Prefontaine. Rupp, allenato da Alberto Salazar, aveva vinto la settimana scorsa anche i 10mila metri.
Infine in Giamaica stanotte si è corsa la finale dei 100 metri. Ieri Usain Bolt e il suo ex delfino Yohan Blake hanno cominciato le grandi fatiche per le sei possibili uscite in quattro giorni (200 compresi). Usain ha vinto la batteria in 10"06, Yohan in quella successiva ha risposto in 10"00. Molto più indietro Asafa Powell che invece si è interessato ai gol di Balotelli.