L'aeroplanino vola alto contro "la piccola Juve"

Montella: «Noi preparati». E su Milan-Sassuolo: «Ipocrita parlare di risultato diverso con la Var»

Dice il saggio: non c'è cattivo più cattivo di un buono che perde la pazienza. Dev'essere così anche per Vincenzo Montella, già allontanato dalla panchina di Milan-Sassuolo all'intervallo per una protesta eccessiva. Al culmine di una sequenza quasi ossessiva di dichiarazioni, da Carnevali dg a Di Francesco, da Squinzi presidente («quasi quasi non tifo più Milan dopo quello che è successo») a Messina, designatore degli arbitri («con la moviola sarebbe finita diversamente»), ecco la rivolta pacata di Vincenzo Montella e del Milan.

«È un argomento molto delicato e la battuta del designatore lascia il tempo che trova» la prima chiosa. Insomma parole in libertà mai arrivate in precedenza da un designatore diventato famoso perché mai è intervenuto nel dibattito sugli episodi del campionato e invece improvvisamente uscito allo scoperto solo su Milan-Sassuolo. «Sarebbe ipocrita sostenere che la moviola avrebbe cambiato il risultato, poteva finire anche 5 a 3 per noi» è la sua replica piccata. «E poi i due gol di Locatelli e Paletta sono stati regolari, l'episodio reclamato dal Sassuolo non è avvenuto al 93esimo, allora sarebbe stato decisivo, forse. Altrimenti tutti i campionati sarebbero da rivedere. Il rammarico è che questo dibattito ha lasciato in secondo piano la nostra rimonta straordinaria» l'ultima stoccata di Montella. Che ha avuto anche il senso di un avviso al navigante di stasera a Verona, l'arbitro fiorentino Rocchi, di solito molto sensibile alle polemiche della tribù calcistica.

Risoluto e disposto a indossare l'elmetto, la sosta ha restituito al Milan un Montella sicuro di scelte decisive per via di un grave infortunio (Montolivo) e di qualche affaticamento (Bacca rientrato dopo due sfide e un viaggio intercontinentale). Locatelli, il giovane, e Lapadula, l'esordiente, sono le energie disponibili grazie a mercato e settore giovanile, e Vincenzo non si tira indietro. Convinto dal talento del primo («l'ho fatto entrare quattro volte in sfide in bilico»), deciso a rilanciare il secondo («ha voglia di spaccare il mondo») senza dimenticare che dalla panchina Sosa e Bacca possono subentrare e cambiare magari la sfida. Che è di una difficoltà unica (nei precedenti tre viaggi è finita sempre 0 a 0) al cospetto del Chievo definito «squadra evoluta, una piccola Juve» e dopo una sosta che non portò benissimo a settembre (sconfitta in casa contro l'Udinese). «Questa è stata preparata bene, abbiamo voglia di vincere» è l'argomento opposto ai dubbi che sono stati smentiti dai precedenti del tecnico (7 successi, 7 sconfitte e 7 pareggi, un bilancio tutt'altro che catastrofico). «L'assenza di Montolivo peserà moltissimo, più di quanto s'immagini oggi ma non voglio alimentare alibi» è la chiusura di Montella che deve arrangiarsi in attesa che recuperino almeno Mati Fernandez e Bertolacci. Fassone («Io conosco solo l'attualità, il Milan è di Berlusconi e dei suoi tifosi» il chiarimento del tecnico su eventuali contatti preventivi con la prossima proprietà) e Mirabelli sono andati ieri a vedersi Chelsea-Leicester per preparare il mercato di gennaio. Vedremo cosa porteranno a casa.