L'America riscoperta: dai calci di Giorgio ai canestri di Cecilia

Tavecchio infallibile nel football con Oakland. Zandalasini protagonista nell'Nba femminile

Cerca cerca, l'Italia la trovi un po' dovunque anche nello sport americano, adesso. Italia pura, Italia oriunda e Italia con varie gradazioni di consapevolezza, ma c'è. Nella figura di Giorgio Tavecchio, prima di tutto. 27 anni, milanese con padre di Saronno, trasferitosi con la famiglia a Moraga, in California, a pochi chilometri da San Francisco, lì ha frequentato il liceo (Campolindo, lo stesso del pluriolimpionico di nuoto Matt Biondi), spostandosi poi di poco per l'università, fatta a Berkeley dal 2008 al 2012. Voleva fare il calciatore, nel senso del kicker del football americano, incaricato di segnare i calci da tre punti e le trasformazioni da uno, ma al college ci misero un po' a fidarsi di lui, tanto da non dargli neppure la classica borsa di studio per atleti. Cambiarono idea dopo qualche settimana, vedendolo all'opera, e nove anni dopo stesso procedimento mentale hanno avuto gli Oakland Raiders della Nfl, squadra pressoché di casa oltre ai San Francisco 49ers.

Il problema? Nel frattempo Tavecchio aveva provato a entrare in squadra sei volte: con i 49ers nel 2012, con Green Bay nel 2013, con Detroit nel 2014 e con i medesimi Raiders in tutti gli anni successivi. Era andata male anche questa estate ma un guaio fisico del titolare (polacco) Sebastian Janikowski gli ha permesso di rientrare dalla porta di servizio a 24 ore dalla prima di campionato e Tavecchio la porta l'ha sfondata: debutto con 4/4 nei calci da tre punti di cui due da distanza di oltre 50 yard, primo giocatore nella quasi centenaria storia della Nfl a farlo alla prima partita. Subito celebre a livello locale, Tavecchio ha mostrato la personalità che i suoi tanti ammiratori conoscevano: affabilità, senso dell'umorismo, ironia, entusiasmo. Il quarterback Derek Carr dopo quella partita disse «non c'è persona migliore di Giorgio che meriti un debutto così» e i toni sono rimasti gli stessi nelle tre partite successive, nelle quali Tavecchio non ha sbagliato nulla. E non è ovviamente colpa sua se i Raiders ne hanno perse due, uscendo momentaneamente dalle prime posizioni. Giorgio, che nei mesi senza football ha lavorato anche nel settore immobiliare oltre a dare una mano al padre, mobiliere, sarà forse di fronte a un bivio a fine ottobre, quando secondo le regole Janikowski potrà riprendere a giocare, ma al momento il suo nome è tra le maggiori sorprese della stagione. Un grande sollievo per chi dopo essere stato respinto per sei volte aveva cominciato ad avere dubbi su se stesso, e che a proposito ha citato Shakespeare (o meglio Alfred Tennyson) nell'ammettere che forse sarebbe stato meglio non avere provato piuttosto che averlo fatto ed essere stato deluso tante volte. Lo ha detto con un sorriso frenetico, con la battuta a effetto di chi può pronunciarla con sollievo, ma sempre un occhio aperto.

E che dire di Cecilia Zandalasini, la 21enne di Broni (Pavia) che dopo l'Europeo femminile è volata negli Usa, ha firmato con le Minnesota Lynx della Wnba (la Nba al femminile) e questa notte gioca gara5 della finale, con il titolo in palio? L'ultima immagina pubblica dell'ala della Pallacanestro Schio era stata tristissima: dopo un Europeo da debuttante e subito protagonista, con quasi 20 punti di media, Cecilia nei secondi finali della partita contro la Lettonia, decisiva per l'accesso ai Mondiali del 2018, aveva commesso un fallo che gli arbitri avevano designato come antisportivo, nell'incredulità di tutti. Gli sviluppi erano costati alle azzurre gara e qualificazione e quella involontaria macchia nera era durata a lungo, fino alla chiamata da parte delle Lynx. Nelle quali la Zandalasini, 1.85, sta giocando poco, circa 2' di media, ma imparando molto e crescendo ancora. Cosa che non ha bisogno di fare Chris Colabello, 33 anni, prima base sotto contratto con i Milwaukee Brewers della Major League Baseball. Figlio dell'ex giocatore Lou e di Silvana, riminese, a Rimini Chris è cresciuto prima di tornare negli Usa per giocare. Il suo momento migliore è stato tra il 2014 e il 2015, tra Minnesota Twins e Toronto Blue Jays, poi una squalifica per doping lo ha un po' fermato. È stato Alex Liddi, che ora gioca in Messico, il primo italiano nato e cresciuto da noi a giocare in Mlb, con debutto il 7 settembre 2011 con Seattle, e l'ultimo a candidarsi è Leonardo Seminati, 18 anni, di Torre Boldone (Bergamo), che ha firmato per i Cincinnati Reds in luglio e cercherà di percorrere la trafila dalle squadre minori alla Major League. Non è ancora il mondo plurimilionario di Danilo Gallinari e Marco Belinelli, ma è il primo passo.