L'Apache contro il Pipita: sfida argentina nel deserto

Juventus e Napoli si giocano la finale di Supercoppa a Doha. La partita secca riequilibra i valori

L'esterno dello stadio di Doha

Carlitos Tevez ha ammesso candidamente di sentirsi stanco. Gonzalo Higuain no. L'Apache però sta benissimo dal punto di vista psicologico, il Pipita mica tanto: il primo non è mai stato messo in discussione da Allegri né tanto meno dall'ambiente, il secondo sì. Al punto che Benitez gli ha recentemente preferito Duvan Zapata, per scelta tecnica e mica per altro. E il colombiano ha risposto alla grande: quattro gol nelle ultime cinque partite e una seria candidatura per un ruolo da protagonista anche oggi in Supercoppa. Poi è chiaro che se Don Rafè dovesse mandare in panchina Higuain, si scatenerebbero altro che polemiche: non succederà e, semmai, la curiosità sta tutta nel verificare se la formula scelta sarà quella delle due punte o meno. Comunque sia: se in casa Juve dubbi sul tandem d'attacco non ce ne sono (Llorente ha pure lui il posto garantito) e di recente la sola preoccupazione circa il futuro riguardava un eventuale ritorno anticipato di Tevez in Argentina che lo stesso giocatore ha smentito, dalle parti del Vesuvio si naviga a vista anche per quel che riguarda il domani: Benitez è in scadenza, Higuain no (2018) ma la mancata partecipazione alla Champions lo ha messo di cattivo umore e gli ultimi eventi non ne rendono così certa la permanenza a Napoli, al punto che i bookmakers nei giorni scorsi offrivano a 5 la sua partenza con destinazione Barcellona, a 7 Atletico Madrid e Arsenal, a 9 Liverpool e Manchester United.

Intanto, conta quel che succederà a partire dalle 18,30 odierne: in uno stadio da soli 15.000 posti, con una temperatura primaverile e Agnelli e De Laurentiis che ne approfitteranno magari per tessere rapporti utili per il futuro. I due argentini, tornati a essere rivali anche in nazionale, si sfioreranno appena e poi cercheranno di farsi ricordare per quello che li ha resi celebri: il gol. Pur con diverse sfumature, il mestiere è il medesimo: il numero 9 del Napoli ha finora segnato 10 gol (7 in campionato, 2 in Europa League, 1 nei preliminari Champions) in 1586', il 10 della Signora ne ha invece messi insieme 13 (10 in serie A e 3 in Europa) in 1688' facendosi quindi preferire pure in quanto a fatturato sotto porta. Insomma: se la Juve parte favorita per il successo finale, anche Tevez si è fatto finora preferire al connazionale sia nel rendimento generale che nei numeri.

Allegri però non vuole caricare l'Apache di troppe aspettative: «È un giocatore importante, ma la Juve non dipende da lui. I gol segnati sono stati ben distribuiti, anche se Carlos ne ha segnati dieci, trascinandoci in avvio di stagione con prestazioni straordinarie. Ha bisogno di una pausa come tutti, ma non è stanco e la finale è una gara che si gioca più con la testa e con la tecnica che con le gambe».

Per il resto, parole di circostanza da una parte e dall'altra. Juve a caccia del terzo obiettivo di questo finale di stagione dopo «la testa della classifica e la qualificazione agli ottavi di Champions: non possiamo sbagliare» (Allegri), «Il Napoli fa parte della top ten d'Europa se c'è da giocare una sfida secca» (Buffon) con identico concetto ribadito da Benitez: «La Juve è davanti in campionato ma nella partita secca contano voglia di vincere, mentalità e intensità. Noi conosciamo la nostra forza e vogliamo vincere». Con l'immancabile «Vogliamo regalare questa coppa ai nostri tifosi» (Christian Maggio).