L'armata di Sarri fermata da un uomo solo

Perin para tutto e blinda la porta del Genoa Il Napoli manca l'aggancio alla vetta Rabbia Hamsik: «Questo pari ci sta stretto»

M attia Perin paratutto. E il Napoli rallenta, fallendo l'aggancio alla testa della classifica per la prima volta in stagione. Dopo cinque vittorie di fila, il mezzo passo falso arriva a Marassi: 0-0, un rigore reclamato nel primo tempo per una trattenuta di Burdisso su Higuain, più una serie di interventi del numero uno rossoblù nella ripresa. Quando è successo più o meno tutto quello che deve andare nella cronaca di una partita di calcio: i primi 45' erano invece stati caratterizzati da tanto agonismo e poco altro, con il Pipita trattato anche con le cattive e Mertens che - preferito a Insigne dopo le polemiche della settimana scorsa finite, almeno ufficialmente, a tarallucci e vino - era andato vicino al gol ma senza trovarlo. «Il pari ci va stretto, abbiamo creato tre palle gol pulite alla fine - il commento di Hamsik -. È un peccato, ma non è facile fare bene qui. Ci è mancato solo il gol. Fallito l'aggancio alla vetta? Non significa nulla, siamo sempre lì e non perdiamo da tredici gare». Verissimo. Anche se la classifica adesso sorride un po' meno, visto che davanti a tutti ci sono Fiorentina e Inter a quota 24, con la Roma a 23 e quindi a più uno rispetto ai partenopei. Però, insomma, il poker delle migliori è più o meno tutto insieme ed è ancora presto per preoccuparsi. Del resto il Genoa è davvero un brutto cliente, non dando mai punti di riferimento ed essendo zeppo - oltre che di infortunati - anche di giocatori intercambiabili che non regalerebbero nemmeno una caramella nel giorno seguente Halloween. E allora va più o meno bene così, almeno per Hamsik.

Ecco, Hamsik. Il quale nella ripresa ha anche avuto la palla buona per segnare, dopo che il Genoa (che strada facendo aveva dovuto rinunciare anche a Munoz, Dzemaili e Rincon) era finito praticamente all'angolo. Senza andare al tappeto, però: aveva cominciato Higuain, proseguito lo stesso slovacco (bravo Perin in uscita bassa) e insistito lo stesso Pipita, con una girata che Ansaldi respingeva provvidenzialmente. Dall'altro lato, con Perotti emarginato a sinistra, il povero Pavoletti faceva quel che poteva all'interno di un match impari anche fisicamente al cospetto di Koulibaly e Albiol. Arrivava anche il momento di Insigne (Mertens acciaccato), poi dentro pure Gabbiadini per Callejon. E i successivi quindici minuti, eccezion fatta per una conclusione di Figueiras che Reina bloccava senza patire, diventavano qualcosa di simile al tiro al bersaglio sul quale si esaltava Perin, tornato a prendersi cura della porta del Grifone lo scorso 8 ottobre dopo quattro mesi: Jorginho imbeccava Gabbiadini che però sprecava malamente, dopo di che era proprio Hamsik a fallire la più facile delle occasioni dopo essere stato messo solo davanti al portiere da un cucchiaio del redento Lorenzo. Conclusione debole, applausi a Perin e avanti: il sangue freddo difettava anche a Insigne e per poco non ci scappava lo scherzetto da parte di Pavoletti, bravo a saltare anche Reina che veniva però salvato da Albiol.

Finita? Macché: nel recupero era ancora decisivo Perin, prima su una punizione di Gabbiadini deviata dalla barriera e poi su Insigne. Restavano da aggiornare le cifre: striscia di imbattibilità allungata a dieci partite e Reina imbattuto per la sesta volta quest'anno. Potrebbe bastare, non fosse che c'era il primato da acchiappare.