L'autosole per l'Europa non passa per Milano

Il Cupolone che brilla più della Madonnina è una rarità. Niente di sacro, ma solo il duello profano del pallone che propone il doppio incrocio Milano-Roma quando è già lanciata la volata di un campionato già assegnato. Un inedito perché mentre le due milanesi non hanno più nulla da chiedere o quasi, Inter ancora aggrappata a un posto per l'Europa League, le romane si giocano il posto d'onore alle spalle della Juventus e soprattutto la qualificazione alla Champions. Quindi non pochi milioni.

Il ribaltone si è consumato in una stagione. Perché solo l'anno scorso l'Inter blindava un posto in Europa proprio contro i biancocelesti, mentre due stagioni fa il Milan strappava un punto prezioso per ipotecare l'iscrizione alla Champions contro i giallorossi. Altra storia. Ora sono Lazio e Roma a chiedere punti fondamentali per continuare il clamoroso derby capitolino che culminerà con il confronto diretto della penultima giornata.

Milano che fa da sparring partner ha nomi e cognomi di due ex: Mattia Destro e Hernanes. Due che dalla Capitale se ne sono andati per accasarsi nella capitale economica, attratti dalle sponde dei navigli in cerca di gloria. In realtà ne hanno trovata poca finora. L'attaccante del Milan ritroverà quella Roma abbandonata in fretta e furia a gennaio. Da lui ci si aspettava altro e non la miseria di due gol.

Hernanes versò lacrime vere quando disse addio alla Lazio. Sempre d'inverno, ma l'anno scorso. Il primo e più caro acquisto di Thohir, ma il profeta finora ha predicato poco e senza continuità. Comunque dopo l'andirivieni dalla panchina ha risalito le gerarchie e trovato sempre più spazio. Quest'anno è a quota tre reti in 23 gettoni. Ci riproverà nella sua vecchia casa, domenica all'Olimpico. Come Destro contro la Roma. Entrambi per dimostrare che l'Autosole non l'hanno presa contromano.