L'avvertimento della Dea che sarà giudice dei nerazzurri

L'avvertimento è arrivato: visto il calendario ed anche la stravagante ripetitività dei fatti, l'Atalanta si propone come preoccupante, e forse definitivo per Juve e Inter, arbitro del campionato. I fatti dicono che l'Atalanta ha perso 3-1 contro la Signora a Bergamo e pareggiato 1-1 a San Siro, ma in entrambi in casi poteva vincere: in entrambi i casi ha sbagliato un rigore (palo di Barrow, Handa para Muriel), il gol nerazzurro è stato di Gosens, le è stato negato un rigore (visto il Var contro i bianconeri, ignorato contro l'Inter) e contro la Juve va aggiunto un gol di Higuain viziato da un fallo. E sarebbe facile dire: l'Atalanta ha dimostrato che la Juve è ancora più forte e l'Inter dovrà crescere. Ci può stare, ma qui conta guardare al futuro, al finale di campionato che, a 7 giornate dalla fine, riproporrà Juve-Atalanta e all'ultima Atalanta-Inter. Sarà un momento diverso per tensioni e per obbiettivi ancora nel mirino. Una Juve ancora impegnata in Champions sarà meno corazzata in campionato. Se l'Inter sarà ancora spalla a spalla significherà che è cresciuta davvero, alla faccia del lamentoso bluffare di Conte. E tanto conterà il momento di forma bergamasco. Ha ragione Gasperini a dire che i suoi giocatori non potranno reggere il ritmo da 90 punti impostato dalle due sfidanti? E, di contro, l'Atalanta punta ai 70 punti e poco più? Difficile pensare che il tecnico dica la verità, tutta la verità, e che quest'anno la squadra non proponga un piccolo salto in alto: nonostante l'impegno europeo tolga forze e punti a tutti. Ma perché mai proprio l'Atalanta e non, per esempio, il Napoli potrà essere arbitra del verdetto finale? Per ragioni essenziali: le serviranno risultati contro le grandi per entrare in zona Champions, se manterrà l'attuale stato fisico avrà più facilità a far prevalere il gioco ubriacante e spensierato contro squadre preoccupate. Infine l'ultima partita contro l'Inter sarà il più terribile dei tribunali da affrontare: a livello psicologico e di gioco. Per i nerazzurri di Milano, ovviamente.