Lazio-Roma, è tempo di derby. Tra Totti e Di Canio, le 5 sfide più belle

Stasera si gioca all'Olimpico il derby n° 188 tra Lazio e Roma. Una partita vietata ai deboli di cuore cui biancocelesti e giallorossi si affrontano per conquistare la supremazia cittadina. Tra selfie e "coppe in faccia", le 5 sfide indimenticabili

Roma e Lazio, "Riomma" e "Lazie". Così i tifosi delle due squadre della capitale si divertono a sfottere gli eterni rivali. Da una parte i biancocelesti, dall'altra i giallorossi. Non ci sono compromessi né mezze misure. O al di qua, o al di là del Tevere. Stasera, allo stadio Olimpico, ci saranno 50 mila spettatori. Meno che in passato, quando il Foro Italico era letteralmente preso d'assalto.

Altri tempi. E quanti precedenti tra le due squadre. Roma e Lazio, anzi, Lazio e Roma - visto che stasera è la società del presidente Lotito a giocare in casa - si sono affrontate 187 volte: 71 vittorie giallorosse, 64 pareggi e 52 successi biancocelesti. Il bilancio sorride ai "lupacchiotti", con le "aquile" che paiono destinare a inseguire ancora per molto tempo.

Ma in campo non scende la storia. Per quanto le stracittadine già giocate e vissute entrino irrimediabilmente nel cuore e nella memoria di tutti i tifosi, nessuno escluso. Specialmente quando si vince. Se si perde, invece, si prova a dimenticare. Ma è difficile. Anzi, impossibile. Chi a Roma ha il calcio nel sangue, rammenta ogni derby del passato. Proviamo qui a ricordarne cinque, equamente divisi tra Roma e Lazio: due vittorie a testa e un pareggio.

Lazio-Roma 3-1, "Paolé gli hai fatto male!"

6 gennaio 2005, la Lazio allenata da Giuseppe Papadopulo sembra vittima di un malocchio. Sono sei anni che non vince un derby, da quella volta che Nedved e Veron ribaltarono il solito gol di Montella. Se lunghi anni: un incubo. Da cui i tifosi biancocelesti si svegliano grazie a un giocatore forte, carismatico e laziale dentro: Paolo Di Canio. Sedici anni dopo il suo primo gol alla Roma, Di Canio si ripete con una prodezza balistica. 28', lungo lancio di Liverani per "Paolettomio" che brucia sul tempo Panucci e Mexes e porta in vantaggio la Lazio con un preciso pallonetto. La serata è maggica, o almeno sembra. A rovinarla ci pensa Cassano, che a metà ripresa porta il risultato sull'1-1. Ma prima il brasiliano Cesar, e poi il sigillo finale di Rocchi, fanno volare in cielo le aquile. Una sfida indimenticabile. Anche per Francesco Totti che un giorno dirà: "Il gol sotto la Sud di Di Canio? Ancora me brucia".

Lazio-Roma 1-5, il poker dell'Aeroplanino

10 marzo 2002, una vita fa. Da una parte la Lazio di Zaccheroni, dall'altra la Roma scudettata di Capello. La partita, come sempre, si annuncia equilibrata. Ma il vento soffia a favore dei giallorossi. Ne fa le spese Peruzzi, infilato al 13' del primo tempo da Montella dopo una strepitosa giocata di Totti a liberare al cross Candela. È solo l'inizio. Totti è in serata di grazia, alla mezz'ora fa uno slalom gigante tra i difensori laziali. Il suo tiro viene respinto da Peruzzi ma sulla ribattuta Montella anticipa Nesta: 0-2, che diventa 0-3 quando l'aeroplanino segna di testa dopo essere decollato in area di nuovo su assist di Totti, e chi se no. La Lazio è al tappeto, vorrebbe lasciare il campo ma non può. A inizio ripresa Stankovic riapre la gara, ma ancora Montella (poker, mai successo nel derby romano) e poi Totti la blindano per un pokerissimo che in riva al Tevere mancava dall'11 settembre 1955.

Roma-Lazio 2-2, il selfie del Pupone

Un derby indimenticabile. Per tutti, anche per chi non è romano. È l'11 gennaio 2015, la carriera di Francesco Totti è agli sgoccioli e il rapporto con Spalletti sempre più teso. Ma la sorte gli viene incontro. Paradossale a dirsi, visto che nel primo tempo l'uno-due laziale firmato Mauri e Felipe Anderson è un doppio cazzotto che stenderebbe anche un peso massimo. Ma per fortuna c'è il Pupone. È lui a guidare la rimonta della Maggica, è lui a caricarsi la squadra sulle spalle con un talento unico che neppure il passare degli anni può scalfire. Totti, con il 10 sulle spalle, gioca da 9. Neanche tre minuti nella ripresa e il traversone di Strootman lo pesca in mezzo all'area di rigore, destro di prima intenzione, pollice alla bocca e sospiro di sollievo. Che poi, al 20', diventa un urlo impetuoso quando Totti, ancora lui, appoggia in rete in semi-rovesciata su cross di Holebas. Esultanza sfrenata sotto la Sud, la sua curva. In più un colpo di genio: un selfie. Ecco a voi l'ottavo re di Roma.

Roma-Lazio 3-1, "Vi ho purgato ancora!!!"

Se la Lazio non ha vinto un derby dal 2000 al 2006, alla Roma è successo di rimanere a secco per 22 anni. 11 aprile 1999, la Roma di Totti e Delvecchio prova ancora una volta a sfatare la maledizione. Il tabù Lazio, che resiste dal 1977, cade proprio sotto i colpi di Delvecchio. Attaccante inafferrabile, tanto sottovalutato quanto decisivo. E infatti, nel giro di 30 minuti segna una doppietta da urlo. Prima umilia Mihajlovic con un dribbiling in velocità, scaricando all'incrocio dei pali un sinistro al fulmicotone. Poi, dopo uno scambio nello stretto tra Totti e Di Francesco, si fa trovare pronto sul secondo palo per un tocco morbido e ravvicinato che vale il 2-0. Ma davanti c'è la Lazio di Sven-Goran Eriksson, che proprio quell'anno avrebbe conquistato il secondo scudetto della sua storia. E infatti, nella ripresa, Vieri accorcia le distanze dopo un tiro di Nedved respinto male da Antonioli. Poi Nesta si fa espellere e Totti festeggia il gol del 3-1 tirando fuori la sottomaglia dove si legge: "Vi ho purgato ancora!!!". I laziali non lo hanno ancora perdonato. E non lo faranno mai.

Roma-Lazio 0-1, la "Coppa in faccia"

26 maggio 2013, terzo derby stagionale. Ogni tanto succede. Succede quando Roma e Lazio si incrociano Coppa Italia, in attesa di un derby di Champions League come successo in Italia solo a Milan e Inter. In ballo non c'è "soltanto" la supremazia cittadina. Ma un trofeo, la Coppa Italia. E anche l'Europa, visto che in campionato Roma e Lazio sono arrivate rispettivamente sesta e settima, dietro persino a Fiorentina e Udinese. È una partita tirata, contratta. In cui i biancocelesti appaiono più in palla, senza riuscire però a sfondare. Fino al 67', quando Lulic apparecchia per Mauri sul cui cioccolatino in area Klose non arriva per una frazione di secondo. Qualche minuto dopo è proprio Lulic, il meno atteso, a firmare lo 0-1 con un tocco ravvicinato su assist di Candreva. È il gol decisivo, che consegna il bosniaco alla storia dei derby, della Lazio e della Coppa Italia, stampata "in faccia" alla Roma.

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