La Lazio sempre a porte chiuse tenta la rimonta contro il Fenerbahce

Roma«Noi ci crediamo, anche se abbiamo meno del 50 per cento di possibilità di qualificarci, importante sarà segnare il prima possibile». Vladimir Petkovic descrive così la difficile scalata della Lazio verso la semifinale di Europa League. L'Olimpico deserto - i biancocelesti scontano la seconda giornata di squalifica del campo - non aiuterà, anche se i tifosi scorteranno la squadra dal centro sportivo di Formello fino allo stadio per poi seguire la sfida su un maxischermo posto all'esterno dell'impianto. «Non è ottimale giocare in casa senza pubblico - dice Petkovic - dovremo parlarci di più in campo e aiutarci l'uno con l'altro».
Dalla Uefa, intanto, è arrivato un ulteriore inasprimento delle pene per gli episodi di razzismo, che Petkovic condanna ma chiedendo uniformità di giudizio per tutti: «Il razzismo è una brutta cosa - dice il tecnico di Sarajevo - e noi saremo penalizzati da quanto è successo. Ultimamente ho visto che anche contro di noi ci sono stati cori e provocazioni, l'importante è che queste sanzioni siano uniformi, in Italia e Europa». Klose resta in dubbio anche se si è allenato: se ce la facesse, Petkovic potrebbe anche schierare le due punte con il tedesco e il bomber di coppa Kozak. Le altre sfide: alle 18 Rubin Kazan-Chelsea (1-3 all'andata), alle 21.05 Basilea-Tottenham (2-2) e Newcastle-Benfica (1-3).
Intanto il prefetto di Roma, dopo gli incidenti di lunedì, annuncia ipotesi più drastiche per i prossimi derby romani: le porte chiuse o addirittura un'altra sede se ci sarà la stracittadina nella finale di coppa Italia il 26 maggio prossimo.