Lazio vista Champions È Anderson il padrone

Il brasiliano incontenibile. Fresco di rinnovo sblocca dopo 4 minuti E Candreva chiude la partita nel primo tempo. Verona annichilito

RomaNon è con la buona volontà che fermi la corsa di una squadra con vista sulla Champions League senza preliminare. La Lazio spezza le reni al Verona senza dannarsi l'anima, rimane in scia della Roma (sempre a meno uno) e celebra i gol dell'astro brasiliano Felipe Anderson (il nono) e dell'ariete Candreva. Dall'altra parte sbuffa, si dimena, mulina le braccia cuore grosso Lucatoni. Il solito. Naturalmente non basta per sfangarla.

Non è uno scontro tra titani e neanche un buon match di Liga, ma in serie A abbiamo visto di peggio, e poi questo passa il convento. È sempre Anderson il padrone assoluto della scena. Gli bastano quattro minuti per sbloccare di testa su imbeccata di Basta. Il resto è una partita tutta sua tra anarchiche scorribande, provvidenziali chiusure in difesa e qualche gioco di prestigio da incorniciare. La curva ormai inneggia ad ogni tocco. E pensare che stiamo celebrando un ex peso morto del Santos che (in Brasile) passava per schiappa.

Dicevamo di una Lazio in scioltezza. Che però (certo che il calcio è strano) deve ringraziare il rientrante nazionale Marchetti che al quarto d'ora su incornata di Moras salva la porta (non certo il risultato) con l'aiuto del palo. Avvisaglie? Quando mai. Da qui in poi c'è solo la Lazio che inizia a macinare. Prende una traversa con Biglia e sfiora il raddoppio con Klose e Candreva che bombarda dal limite. Il tedesco non incide come vorrebbe ma si impegna nell'assedio al fortino. Non è una Lazio trascendentale è il Verona che impressiona per pochezza tecnica, un calcio pane e salame che non produce effetti se non quello di domandarsi come mai la squadra di Mandorlini è riuscita a fare tutti questi punti. I gialloblù si difendono con i denti e si affidano al lancione con la speranza che succeda qualcosa di bello & imprevisto. Una squadra che più di tre, quattro passaggi di fila non riesce proprio a fare non può che barricarsi. E così sarà per novanta minuti.

Ma prima di andare a bere il the caldo ci pensa Candreva con una punizione delle sue a spegnere gli entusiasmi e a mandare in archivio la partita. Una «pezza» come si diceva una volta che il portiere neanche vede. Due a zero e praticamente tutti a casa.

Nella ripresa niente di clamoroso da annotare se non una traversa di Keita, un favoloso coast to coast di Anderson che si beve mezzo Verona, saluta, fa settanta metri in solitario e centra pure lui la traversa. Ci sarebbe anche l'infortunio di Benussi che stringe i denti per non lasciare il Verona senza portiere. Poi la girandola di inevitabili cambi per non smarrire le energie.

Ora due settimane per rifiatare in occasione delle due partite della nazionale. Per i biancazzurri di Stefano Pioli rimangono dieci partite per completare una clamorosa rimonta sulla Roma. Undici punti guadagnati in un mese e mezzo, sesta vittoria di fila e 4 punti di vantaggio nella corsa Champions sulla quarta che è la Sampdoria. È allungo. Lotito si frega le mani e pure il tifoso revisionista. Francamente è lecito sognare.

Marcatori: 5' pt Felipe Anderson, 45' pt Candreva

Lazio: Marchetti 7; Basta 7, de Vrij 6,5, Mauricio 6, Radu 6,5; Parolo 7, Biglia 7; Candreva 7,5, Mauri 6 (28' st Lulic sv), Felipe Anderson 7,5 (40' st Perea sv), Klose 6 (34' st Keita sv). All. Pioli 7.

Verona: Benussi 5; Martic 5 (8' st Brivio 5), Moras 6,5, Gu.Rodriguez 4, E.Pisano 4; Obbadi 4, Tachtsidis 5 (14' st Nico Lopez 4), Ionita 5 (39' st Campanharo sv); Hallfredsson 6, Toni 5, Christodoulopulos 6. All. Mandorlini 5.

Arbitro: Massa 6.

Ammoniti: Gu.Rodriguez.

Spettatori: 40.000.