Punizioni, Pirlo, Platini: la Juve vive sul fattore P

L'azzurro più vicino a Le Roi nei numeri, ma più vario nelle realizzazioni. Nedved: "Non abbiamo ancora rinnovato, così ci fa vedere quanto vale..."

Non può essere solo una stranezza del calcio che sotto la stessa maglia, magari non lo stesso numero, si sia annidata una favolosa specie di piedi d'oro: Sivori, ma poi Platini e Del Piero, Baggio e Zidane. Infine venne Pirlo. A 32 anni roi Michel depositava il numero dieci nel cassetto e finì il foie gras. Sì, quell'idea dell'Avvocato: «É venuto alla Juve per un pezzo di pane, poi lui ci ha messo il foie gras». A 32 anni Pirlo migrava dal Milan alla Juve e cominciò una nuova vita e il conto delle punizioni: “alla Platini“ ma anche di meglio. Ci può essere di meglio del foie gras nella cucina italiana, chiedere a Bottura (inteso come chef) e soci.
Certo, il Milan lo mollò, e lui mollò loro, per quella vil questione di danaro: Pirlo pretendeva un contratto biennale di 6 milioni netti annui. La cassa e i cassieri non risposero. Nedved, che è buon intenditore, ieri ne ha visto invece il lato positivo di questi momenti: quelli del cedo o non cedo? Pago o non pago? «Ci fa vedere cose incredibili e noi siamo stati bravi a non farlo firmare, così ci ha mostrato quello che sa fare».
Il biondo sterminatore dei verdi campi in realtà sta bluffando: l'accordo c'è, la Juve attende solo il momento dell'annuncio. Deve essere magico come le punizioni che Pirlo sta inanellando in questo anno di record: le ultime due particolarmente significative per cerchiare la stagione. Il numero dice che sono 11 nella Juve, ovvero due in meno di quante ne segnò Michel con la maglia bianconera. Giusto per informazione: Maradona ne segnò 14 nel Napoli. Mihajlovic è a quota 28, ma in tutti i suoi campionati di serie A. Pirlo è in agguato a quota 25 totali. Ma poi casa Juve ti ricorda che Del Piero ne segnò 22 in serie A sempre con l'amata maglia. Un'altra vetta da scalare.
Ma oggi dici Pirlo e pensi a Platini, stesso ruolo, playmaker prima che goleador, quasi il pensiero volesse dare il via al dubbio, al tormentone che ci piace tanto: più belle le punizioni di Michel o quelle di Andrea? Più decisivo Pirlo o Platini. Più vario l'italiano dalla fronte bassa o il francese dalla battuta salata? In quest'ultimo caso punteremmo sull'azzurro. Platini era fantasioso in tutto, soprattutto nel calciare e nelle battute, ma Pirlo ha una varietà punitiva da fargli invidia. Michel era più rotondo, Andrea più fulminante nella variazione. Soprattutto ora che ha ritrovato il piedino. Ci sono stati tempi in cui si era appannnato. A Firenze ha pescato l'inedito diretto a 105 all'ora: tiro dritto che non ricorda quell'altro più storto definito “la maledetta“. Tutte figlie ma non gemelle, direbbe l'interessato che perfin l'amore nuovo deve aver rigenerato nel gioco.
Pirlo e Platini, guarda caso due cognomi che cominciano con la stessa lettera, che poi si può estendere anche alla “P“ come Principi, Perfezionisti, Perfettini, Perforanti, Pirotecnici. Sarebbe stata una domanda per l'Avvocato che, a proposito di Michel, ci lasciò con questo atto di cuore. «Cosa mi rende felice la vita? Vedere giocare Platini per 10 minuti». Ora ci sono le punizioni dell'architetto bresciano a rendere felice la vita bianconera dell'altro Agnellino. A ciascuno il suo.
E alla Juve non chiudono il portafoglio. Sono pronti 3,5 milioni per due anni, proprio alla vigilia dei 35 anni che Pirlo compirà il 19 maggio. Il caso, o forse lo sfizio, autografa la data cinque giorni dopo la finale di Europa League. Chissà se il pallone vorrà divertirsi fino in fondo? Per ora c'è riuscito, fatti due conti. Il Milan ha speso 39,5 milioni (soprattutto in ingaggi) per cercare un sostituto (Van Bommel 10 milioni, Montolivo 14, De Jong 15,5) senza mai prenderci. Se avesse accettato la richiesta di rinnovo avrebbe ipotizzato una spesa di 24 milioni lordi, se poi avesse aggiunto i 14 milioni che la Juve si prepara a versare per un altro biennio, si arriva a 38 milioni: ancora meno rispetto alla spesa rossonera, che non ha portato sostituti e nemmeno momenti di gloria. Bisogna saper spendere: è l'ultimo refrain del nostro campionato.
La Juve ci ha visto bene, sono i piedi d'oro a fare la storia. E chi calcia punizioni somiglia al pugile dal pugno del ko: può invecchiare, ma quello ti resta sempre.

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