L'azzurro recupera due set al n° 140 del mondo. Fognini ko con Raonic

A quest'ora già saprete, complice il fuso orario, se il doppio ha spalancato le porte della semifinale di coppa Davis a Canada o Italia dopo la parità del primo giorno caratterizzata dai successi di Seppi su Pospisil (5-7, 4-6, 6-4, 6-3, 6-3 in 3h 15') e di Raonic su Fognini (6-4, 7-6, 7-5 in 2h 06'). Rispettato, quindi, il pronostico. Ma a lungo s'è temuto che gli azzurri uscissero anzitempo dai giochi per l'avvio disarmante dell'altoatesino nei primi due set. Va bene che ha un motore diesel, c'è però un limite a tutto. Sembrava come obnubilato il nostro giocatore, preda di ragnatele interiori, incapace di dare continuità al proprio gioco e di arginare quello avversario. E pensare che il 22enne Pospisil, guarito da una forma seria di mononucleosi, è diventato titolare a causa dell'infortunio al ginocchio di Dancevic. Per quasi un'ora e mezza Seppi è apparso la brutta controfigura di se stesso: nel primo set ha sprecato la palla del 2-0, poi ha sbagliato la volée del 3-3 e infine nel dodicesimo gioco ha mancato l'aggancio al tie-break dopo essere stato avanti per 40-15. La situazione s'è ripetuta nel set successivo deciso dal break al decimo gioco. Imbarazzante. Perfino Barazzutti, che ha raggiunto a Vancouver il mitico Panatta con 29 presenze da ct, non sapeva più come comportarsi: mai visto così silente e demoralizzato, lui che è un guerriero. Poi la musica è cambiata. Perché Seppi non è nato per caso in Alto Adige dove la gente nulla lascia d'intentato. E perché il suo avversario, pur aggrappandosi al poderoso servizio che gli ha regalato la bellezza di 20 aces, è calato negli scambi a fondo campo. Nei tre set finali s'è vista la differenza che separa i due giocatori: n° 18 l'italiano, n° 140 il canadese. L'azzurro non ha più perso il servizio mentre l'ha strappato quattro volte all'avversario per conquistare il primo match. Ma che fatica.
Nel successivo singolare Bum Bum Raonic ha sfruttato la velocissima superficie (ma ci sarà un motivo se l'Atp l'ha messa al bando da qualche anno) con 25 aces in 3 set. Ancora 15 e raggiungerà quota 2000 alla media di un ace ogni servizio giocato. Pazzesco. Il ragazzone di 196 cm, nato in Montenegro ma emigrato da bambino in Canada con la famiglia, s'è presentato con un proiettile da 227 kmh, giusto per gradire. Ma non è stato uno squillo e via, perché tutte le prime di servizio hanno viaggiato sopra i 200 kmh. E allora bisogna ugualmente congratularsi con Fognini che, pur realizzando la miseria di 3 aces, ha totalizzato appena 12 punti in meno dell'avversario e nel terzo set è stato avanti anche di un break. Decisivi in particolare tre momenti: «Sul 3-3 del primo set - ha spiegato l'azzurro - sono stato un po' pigro, dovevo metterci qualcosa di più. Poi ho commesso due doppi falli, sul primo punto del tie-break e sulla palla che valeva il 6-6 nel terzo, perchè volevo mettere pressione a Raonic che è forte anche in ribattuta». Ma che gusto c'è a vedere un tennis che vive solo di battute per colpa di campi ultraveloci? Aridateci la terra rossa.