Legnata greca sulle speranze di Milano

La verità fa male all'Emporio Armani se esci dal piccolo inferno del Panathinaikos perdendo male, 73-57, segnando poco, sbagliando troppo, anche ai liberi (12 su 22) dominata a rimbalzo (39-22), denudata quando pensava di aver trovato in Hackett l'uomo per corazzarla insieme a Moss. Non è servito neppure il recupero di Samardo Samuels per reggere la sfida sotto canestro, non è bastato il furore di Alessandro Gentile, 14 punti (ma 2 su 7 ai liberi), che sul campo ateniese, da bambino, quando il padre Nando ricamava basket, ha scoperto la passione. Milano nelle alghe ateniesi, contro un'avversaria piena di tarli anche in Diamantidis, il suo totem che ha servito 11 assist nella notte con 5 soli punticini, mai di corsa, sempre cloroformizzata dal gioco dei greci. Peccato. Brutto inizio dei 12 giorni di fuoco che continuano domenica a Sassari per decidere molto della classifica finale di andata, partenza falsa nella seconda fase di eurolega e questo non ce lo aspettavamo.
Spine ateniesi nella grande arena di Oaka per l'Emporio che comincia con la mano fredda la seconda parte dell'eurolega, almeno fino a quando Gentile non graffia in proprio, peccato l'1 su 5 ai liberi, problema che evidenzia la debolezza a rimbalzo (11-2 dopo 10') dove Lawall da solo non può farcela. Banchi prova con i tre tenori, Gentile appunto, Langford ed Hackett, ruota tutti, Milano regge fino alla fine del primo quarto quando un parziale di 7-0 spezzato dall'ultimo tiro di Langford la mortifica sul 20-14 dopo 10'. Il ritorno di Moss dà energia a tutti, soprattutto in difesa, ma il divario resta fra i 9 e i 7 punti come segna il tabellone a metà gara (38-31).
L'ufo Mavrokefalidis appena intravisto a Roma tormenta sui tiri liberi, mentre resta il divario a rimbalzo (19-7) che amplifica il 2 su 8 da 3 dell'Emporio, forte di testa, solido nell'impatto sempre misterioso con i fischi arbitrali di coppa, ma i campioni di Grecia, che pure perdono qualche pallone di troppo, soprattutto con il vecchio Batiste, quello che regala di più, dominano gioco e partita.
Milano ripresenta dopo un mese Samardo Samuels, frattura alla mano destra, aggredisce, ma l'inizio del terzo quarto è da brividi per tutte e due: 3-3. Il giamaicano non si ritrova, a rimbalzo è sempre crisi, ma i greci dopo un tiro da 3 di gentile che riporta Milano a meno 6 sembrano risvegliarsi: parziale di 9-0. Torna Lawal, l'Emporio si rimette a correre, ma Ramel Curry, ex di Pesaro e Avellino è una sentenza. Meno 12 (52-40 al terzo intervallo con un parziale di tempo imbarazzante per due squadroni 14-9).
Il meno 20 con la "vendetta" di Fotsis dopo 2' mette Milano a nuotare fra le rocce. Langford e Jarrels a testa bassa per guadagnare tiri liberi in una serata grama anche a tempo fermo (11 su 20), reazione di 6-0, ma Milano sembra imbalsamata ed esce a testa bassa da questo esordio nella seconda fase di eurolega.