Leo, un buon interprete delle nuove commedie

Devo forse usare il collutorio per occuparmi di Bonucci Leonardo? Non è lui a chiedere agli astanti, dopo ogni gol, di sciacquarsi la bocca? La questione è ridicola, riguarda le posture dei calciatori e del loro nuovo modo e mondo di essere e di esistere. Bonucci lascia la Juventus e il popolo bianconero entra in crisi, tumulti tra email e sms, manco partisse Agnelli con tutta la società. Trattasi di un difensore, un buon difensore, non un fenomeno ma diventato tale nella modestia del football nostrano che spaccia per talenti anche coloro i quali, un tempo sarebbero passati senza lasciare traccia (Tino Castano o Sandro Salvadore, lo dico per quelli della terza e quarta età). Ma il calcio cambia attori e recite, Bonucci è un buon interprete delle nuove commedie, ha vinto e stravinto scudetti sei, è stato tra i portatori d'acqua di oro e di incenso, ha formato assieme ai sodali della terza linea un muro che soltanto i grandissimi della terra calcistica sono riusciti a demolire, ultimi quelli del Real Madrid. Bonucci sta alla Juventus oggi come Materazzi stava all'Inter ieri, l'uomo che scalda il cuore della curva, l'eroe, l'antinapoliromaintermilanfiorentina, tutte assieme messe in bocca con un gargarismo che ha eccitato i tifosi. Un po' meno l'allenatore livornese che con il ragazzo ha avuto da dire e da fare. Gli scontri, non soltanto dialettici, sono ferite difficili da rimarginare, soprattutto se si ha a che fare con due ego colossali. Qui la società avrebbe dovuto esercitare un potere di intervento più efficace ma ormai il mondo dei social non ha confini e dunque Bonucci&family spesso e volentieri hanno superato la dogana, offrendo momenti di rara ilarità. L'affare da quaranta milioni lo fa la Juventus, per i soldi intendo. Lo fa il Milan, per il valore tecnico del calciatore. Lo fa il difensore che passa in un club illustre che sta rifondandosi. Lo fa il procuratore. Non so se Bonucci, indossando la nuova divisa, inviterà i tifosi juventini a sciacquarsi la bocca o se, invece, preferirà lanciare baci, con la stessa bocca e far finta di niente. In verità di niente si tratta ma di un semplice trasferimento da una squadra all'altra, di un buon calciatore, di un bambino uomo o di un uomo bambino, dipende dai momenti, dipende dai gusti e dipende dai gesti.