L'hi-tech si è impadronito dell'auto

Il futuro si tocca con mano: veicoli volanti, robot-taxi e vetture-salotto senza guida

Luca Talotta

Le persone con qualche primavera alle spalle, quelle che da giovani sognavano e ammiravano la DeLorean di Martin McFly nella saga di «Ritorno al futuro», avranno sgranato gli occhi di fronte all'impressionante panorama offerto dal Salone di Ginevra. Auto volanti, auto che si guidano da sole, auto che non sono auto. Ce n'è davvero per tutti i gusti anche se rimane da chiedersi quale sia il parere dei puristi, degli esteti dell'automobile.

I grandi ammiratori del «rombo», dei «maniglioni» e di tutto quello che fa, diciamocelo, un po' retrò. Ma non si vive di soli ricordi e, oggi come non mai, guardando la realtà con occhi obiettivi si capisce subito come i tempi siano davvero cambiati. Nonostante il Salone di Ginevra offra sempre delle certezze, è innegabile come ormai la tecnologia e la sostenibilità siano diventati due colonne portanti del settore automotive. Anche (e soprattutto) dal punto di vista economico e di sviluppo di prodotto. Nessuna DeLorean esposta e nessun ingegnere genialoide con capelli bianchi sparati per aria a spiegarne il funzionamento, ma tanta innovazione. Un po' da tutte le parti e con mille sfaccettature: perché se la nuova Audi A6 ha messo in mostra sistemi di assistenza alla guida, come Park Pilot e Garage Pilot, di ultima generazione e pronti all'uso c'è anche chi, come Volkswagen, uno sguardo più futuristico l'ha dato presentando il concept I.D. Vizzion: il solo sistema tecnologico di riconoscimento del proprietario vale già il lavoro di studio. E poi la Hyundai Le Fil Rouge Concept e la Jaguar I-Pace, quest'ultima primo modello dichiaratamente «anti-Tesla» sia per il prezzo di vendita sia per le migliorie tecnologiche inserite, che si avvicinano molto alla vettura americana. Non si arriva ancora ad avere la connettività messa sul piatto da Elon Musk, ma l'attenzione verso sistemi tipo Spotify e la navigazione integrata sono un plus di lusso. A proposito, ma che fine ha fatto Tesla?

Di auto in giro tra gli stand se ne vedono (la Model3 è esposta solo nello stand di un'altra società che intende «succhiarne» i segreti), ma nessuno spazio ufficiale. Un'assenza pesante, nell'anno del lancio proprio della Model3 da 35mila dollari.

In gennaio, al Salone di Detroit, era stato presentato il primo taxi-drone volante; a Ginevra, invece, Renault ha presentato il concept EZ-GO. Abilitato per il trasporto di passeggeri senza controllo umano sui comandi: un robot-taxi intelligente progettato per interagire con app per smartphone. Messa giù così, fa quasi timore immaginarselo.

Ma questo perché non siamo entrati nell'ottica della guida autonoma tout court. Che sia il futuro è chiaro, ma forse lo immaginiamo ancora lontano, distante da noi. Non resta che chiudere gli occhi e schiacciare un bottone. E sognare di volare, anche se a Ginevra l'auto volante c'è stata per davvero: no, non la DeLorean, ma la PAL-V Liberty, equipaggiata di due motori aeronautici Rotax, omologata in Europa e Usa per circolare sia su strade pubbliche, sia nei cieli. Ma forse tutta questa tecnologia (e il prezzo), a oggi, sono davvero troppi.