L'Inter bada al sodo e cala il poker col minimo sforzo

Anche il Chievo delle sorprese si deve inchinare A Icardi basta una sola palla gol per decidere Felipe Melo la vera anima della squadra Mancini: "Vittoria pesante. Ma non cambia nulla"

«Era difficile passare su questo campo, vincere è stato molto importante, ma la classifica è uguale alla settimana scorsa e non deve condizionarci. Non è cambiato niente. È importante essere in testa alla fine, non adesso». Roberto mancini forse è felice ma non si capisce, non gli scappa una piega, e quando gli sbattono in faccia la storia della squadra non bella che però vince, un po' lo disturba, parla di possesso palla e di quattro vittorie su quattro, quello che conta. Anche a metterlo sulla strada giusta resta sulle sue, se è vero che vincere con un gol di scarto è grande segno di concretezza: «Noi dobbiamo migliorare la fase realizzativa - conferma-, abbiamo giocatori bravi che possiamo inserire piano piano. Stanno migliorando Perisic e Kondogbia, dobbiamo alzare la media realizzativa e non dobbiamo finire le gare 1 a 0, ne abbiamo le capacità, dobbiamo segnare per non rischiare soprattutto in certe gare. Ma oggi va bene vincere anche 1 a 0». Non è vero che l'inter gioca male, non è vero che ha sofferto nel finale, è vero invece che ha ampi margini di crescita con un gruppo di giocatori che ha una missione comune, e sul campo questo si percepisce. Handanovic non ha mai dovuto salvare nessuno, né prima, né dopo la rete di Icardi, e neppure nei cinque di recupero dipinti come un assalto estenuante dei padroni di casa.

Forse non sarà una squadra brillante, e forse poche volte le squadre di Mancini hanno ricevuto tali elogi. Ma di sicuro farglielo notare mentre in sala aleggia la presenza di Michael Bolingbroke e quella del direttore della comunicazione Robert Faulkner, in momenti come questi poi, non lo fa sentire a proprio agio. Sono altre, per ora, le caratteristiche della sua Inter che vola in testa alla classifica a punteggio pieno, quattro vinte di fila non succedeva dal 2002-03 con Cuper in panchina. Ci sono almeno diciannove squadre di serie A che vorrebbero essere al suo posto.

Ieri è saltato anche Murillo, pare solo un risentimento muscolare, il Mancio è positivo anche perchè Miranda è pronto per il turno infrasettimanale a San Siro con il Verona. A un certo punto la difesa era composta da Santon, Ranocchia, Medel e Telles, mai giocato assieme in vita loro, eppure bene, senza prendere gol, segnale che moduli, schemi, affiatamento e spazzole varie sono chiacchiere davanti alle motivazioni. E l'Inter ne ha tante.

Forse è vero che Icardi ha avuto una sola palla gol e magari anche con rimpallo fortuito, ma l'ha messa. Così come Felipe Melo si conferma randellatore diplomato, ma ieri ha giocato una partita sontuosa, il migliore. E si può anche aggiungere che al momento non ci sono aiutini a far sorridere le avversarie, tutto vero, tutto sudato. Il Chievo ha fatto la sua bella partita ma è rimbalzato sistematicamente a pochi metri dall'area interista, Maran si è innervosito per un fallo a metà campo e ha lasciato i suoi mentre organizzavano il forcing dei disperati. Ma nel finale Perisic è andato via in fascia che era uno spettacolo anche per i non vedenti. Il Mancio fa sapere che questo a lui basta. Per ora.

Commenti

Pattissimo

Lun, 21/09/2015 - 15:00

Questo sembra essere l'anno buono per l'inter. La squadra si è enormemente rinforzata rispetto all'anno scorso e riesce a stare concentrata (e fortunata) anche negli scontri con le cosiddette squadre minori.Tre punti valgono sempre tre punti, sia col milan che col chievo!Quella che fino all'anno scorso veniva chiamata "pazza inter", sembra solo un ricordo. Se dura, può farcela.