L'Inter crea ma non conserva. Cagliari, un punto con un tiro

Icardi lancia i nerazzurri, una deviazione punisce Handanovic E oggi può essere il giorno del passaggio tra Moratti e Thohir

Oggi dovrebbe essere il giorno dell'estenuante firma di Massimo Moratti. Fa un po' sorridere, non la cosa in se naturalmente, questo è un momento delicatissimo, ma per la data, la centesima di questi ultimi cinque mesi. Proprio oggi che l'Inter si stacca. Si stacca un attimo ma il traguardo è ancora lontano, c'è ampio margine e proprio da questo pari a Trieste la squadra prende un punto sul campo e molti sulla credibilità.

«Da scudetto? Allora - fa Mazzarri -, se uno dice che è da scudetto e poi arriva secondo, ha fallito. No, non ci sono le basi, guardiamo il campo, è quello che conta. Se questa squadra avrà continuità di risultati e di gioco, potrò rispondere, non ora. Finiamo il girone d'andata e poi tireremo un mini bilancio». Ma la partita cosa le ha detto: «I ragazzi sono partiti oltre quello che mi aspettavo, belle trame, meritavamo di passare in vantaggio prima e la partita si sarebbe messa in altro modo. Dispiace perchè abbiamo fatto tanto gioco e raccolto poco, forse un po' troppo leziosi sotto porta, ma hanno fatto tutti una gran partita». Poi c'è stato anche spazio per la sua personalissima questione con Montella, ha cominciato lui, no, è stato lui a tirarmi in ballo per primo, si faccia i fatti suoi, no, è lui che continua a guardare in casa degli altri. Si telefonino, o si ignorino, il calcio non è il loro citofono: «Montella parla degli ingaggi dell'Inter e non sa quello che dice - risponde Mazzarri -. Siamo passati da 190 milioni a 80, ci sono tante squadre che ci superano». Non così tante, Juventus e Milan, forse la Roma. Ma chissenefrega non è capace di dirlo nessuno dei due.

Comunque l'Inter ha fatto la partita che aveva preparato, il terreno allentato, le parate di Agazzi e una deviazione di Rolando l'hanno vanificata ma la squadra appare in costante crescita, ieri stanca ma con dei valori dentro, la strada è quella buona. Alcune certezze, non è fortunata, nessuno le regala niente e senza Palacio il potenziale offensivo si dimezza. Ranocchia, sconsolato: «Hanno fatto due tiri in porta, un colpo di testa di Pinilla e il destro deviato di Nainggolan».

L'Inter molto di più, ma non c'era Palacio entrato solo al 19' del secondo tempo, quando la valanga di palle gol prodotta da Alvarez, Guarin e Kovacic, si era assottigliata. L'argentino in mezz'ora ha rigenerato la squadra, ma era sacrosanto farlo rifiatare. Il suo ingresso ha allargato l'Inter, la squadra si è espressa meglio in fase offensiva e ha chiuso il Cagliari, ma le vere palle gol erano scivolate via nella prima mezz'ora, quasi silenziose tanto era certo che prima o poi sarebbe arrivato il colpo giusto e definitivo per quanto fino a quel punto avevano prodotto Pinilla e Ibarbo, peraltro molto attivi. Agazzi ha deviato sopra la traversa le conclusioni di Nagatomo ( 2') e Guarin (7' e 11'), manate prodigiose a schiena inarcata. Su incursione del giapponese, Belfodil ha colpito di testa da non più di due metri, Agazzi ha respinto in ginocchio sul primo palo. Alla mezz'ora Alvarez ha scaricato un sinistro che, deviato, ha sorvolato di un niente la traversa. Cronaca spiccia ma necessaria perché è stato un bel martellamento, tutte giocate pulite e corali. Poi l'Inter è andata un po' sulle ginocchia, ha continuato a condurre il gioco ma il Cagliari ha coperto meglio e ha tentato di uscire con palla lunga per Ibarbo, l'Inter solo un destro di Nagatomo respinto da Agazzi al 25'. Ma è stato un avvertimento, ancora il giapponese si è liberato sulla destra, Icardi ha girato di testa con la difesa del Cagliari svaporata, 0-1. E a quel punto sembrava fatta.

Il destro di Nainggolan è stato l'unico tiro calciato in porta dal Cagliari, ha preso una coscia di Rolando e ha spiazzato Handanovic immobile sulla riga di porta. Mancavano ancora sette minuti più recupero, un numero di Palacio, l'ingresso di Milito, una mischia paurosa in area sarda, fine. Nè guadagnato, nè perso, è un punto.