L'Inter e De Boer sfidano due tabù San Siro e le piccole

Da Inter-Juventus è passato praticamente un mese: prima e dopo, per i nerazzurri, neanche una vittoria in casa; due pareggi in campionato contro Palermo e Bologna, più la clamorosa disfatta di Europa League contro l'Hapoel Beer Sheva. Ce n'è abbastanza per diagnosticare una doppia allergia: all'erba di San Siro e alle avversarie di seconda e terza fascia, che quando vengono a Milano si chiudono riuscendo sempre a disinnescare la squadra di De Boer.

Oggi arriva il Cagliari (che nelle ultime tre visite all'Inter ha sempre portato via punti e nel 2014 fece esonerare Mazzarri vincendo per 4-1) e sulla carta il copione dovrebbe essere lo stesso. Il tecnico olandese pare aver inquadrato il problema: «Contro le piccole ci sono meno spazi e per noi è più difficile - ha spiegato - ma io non cambio atteggiamento in base all'avversario, voglio sempre dominare. E poi bisogna avere pazienza, non sempre serve segnare subito e per primi».

Non sempre serve ma di sicuro aiuta: basti pensare che finora, tra coppa e campionato, in nove partite i nerazzurri sono andati in vantaggio una sola volta (a Empoli) e hanno segnato nel primo tempo solo in due occasioni (doppietta di Icardi sempre a Empoli e gol di Palacio a Praga). Così come aiuterebbe anche non prendere gol, cosa che a Handanovic e compagni è riuscita una sola volta. Quando? Ma a Empoli, ovviamente.

Per blindare la retroguardia sarà precettato Murillo che affiancherà Miranda, con Medel che resterà sulla linea dei centrocampisti. In avanti fiducia ai titolari, Gabigol può attendere: «Sta bene e sarà convocato - ha detto De Boer -, ma tatticamente deve ancora migliorare». Lo farà partire dalla panchina sperando di non doverlo buttare dentro per rimediare all'ennesimo svantaggio

Federico Malerba