L'Inter fa zero "azeri" contro il Qarabag: ai sedicesimi tra debuttanti e riserve

Europa League, pareggio a reti inviolate a Baku. Già primi nel girone, Mancini schiera una formazione a dir poco "alternativa". Azeri penalizzati da una svista arbitrale: annullato al '93 un gol regolare con cui avrebbero passato il turno

L'Inter era sbarcata a Baku, Azerbaijan, già qualificata e matematicamente prima nel suo girone. Almeno in Europa League le cose sono andate meglio rispetto alla via crucis del campionato. «Non dobbiamo pensare di essere venuti qui solo per fare una visita. Mi aspetto una partita emozionante», aveva garantito Roberto Mancini alla vigilia della sfida con l'oscuro, almeno fino a settembre scorso, Qarabag. Lo spettacolo però non è stato certo esaltante. E se non ci fosse stata una clamorosa svista arbitrale, l'Inter sarebbe stata persino beffata al 93'.

Nella formazione titolare, come da pronostico, ecco parecchi baby (Donkor, Krhin, Obi e Mbaye) più un mix tra esperienza (Campagnaro, Carrizo, M'Vila) e voglia di riscatto da parte di chi sembrava finito fuori dai radar di Mancini (Andreolli e D'Ambrosio). In avanti riposa Icardi, nemmeno convocato insieme a un Vidic che pare già sulla via del ritorno in Premier League, perciò Osvaldo regge il peso dell'attacco insieme alla promessa Federico Bonazzoli, 17 anni e mezzo.
L'Inter in effetti non sembra in gita di piacere e al 6' Krhin non va lontano dall'angolino con un bel destro a lato dopo servito da Osvaldo. L'occasione più ghiotta, però, ce l'ha al 14' Alasgarov che conclude fuori ignorando il compagno libero al centro dell'area. Al 25' un diversivo lo offre il portiere azero Sehic con un rinvio in uscita degno dei tempi di Mai dire gol. I nerazzurri gestiscono il possesso palla pur con alcuni limiti evidenti di palleggio. L'infortunio muscolare a Nadirov al 43', forse il più temuto, costretto a uscire a beneficio di Yusifov, sembra frenare i padroni di casa. Eppure nel recupero del primo tempo George impegna Carrizo con la prima vera parata della partita.

Nella ripresa l'Inter ha cercato di accelerare, anche grazie al gran lavoro in avanti di Osvaldo e di Bonazzoli. Protagonisti nel finale di match (80' e 85') con due conclusioni dalla distanza su cui Sehic ha potuto riscattarsi e fare bella figura. Per il resto la squadra allenata dal Mancio non ha corso grossi pericoli, e c'è stato spazio anche per i debutti assoluti in prima squadra per Dimarco e Baldini. Ma in coda ecco il veleno. Al '93 il Qarabag avrebbe anche segnato, il tiro di Almeida era finito in porta in porta dopo una deviazione di Donkor, ma il direttore di gara, il ceco Zelinka, ha annullato giudicando irregolare la posizione di George. Gol che è parso, va detto, assolutamente valido. Un errore pesante, perché gli azeri (che chiudono a 6 punti) con la vittoria avrebbero passato il turno. E al fischio finale il pubblico di Baku è esploso in una mini contestazione. L'Inter così può tornare da questo angolo di Europa imbattuta dopo un girone F non trascendentale e livellato verso il basso: 12 punti, frutto di tre vittorie e tre pareggi. Passa quindi anche il Dnipro (7 punti) che ha battuto in casa per 1-0 il Saint Etienne (5). La corsa per l'Europa League, che può spalancare le porte alla prossima Champions solo a chi alzerà la coppa, continua a febbraio. Lunedì il sorteggio dei sedicesimi a Nyon.