L'Inter sotto il Vesuvio per l'ultimo eurotreno

Obiettivo: rientrare nella corsa Champions E Pioli: «Si deve tornare ai fasti del passato»

Pensare ad un presente incerto, con la consapevolezza però che la chiamata è importante. Perché la rincorsa alla qualificazione in Champions league è sì iniziata, tumultuosa e arrembante, con il successo di lunedì contro la Fiorentina; ma deve per forza di cose proseguire. Senza se e senza ma. L'uscita dall'Europa League, inoltre, nella sua negatività permetterà comunque a Stefano Pioli di concentrarsi sull'obiettivo principe di questa stagione, quel terzo posto distante oggi otto lunghezze. Ma costringerà anche tecnico e giocatori a non avere più alibi: «La squadra ha personalità, ma ha bisogno anche di trovare maggior fiducia e consapevolezza e con i risultati positivi potrà crescere ulteriormente». La ricetta dell'ex allenatore della Lazio, che dal suo recente passato romano porta con sé in dote anche una stupenda affermazione proprio al San Paolo contro i partenopei, sembra semplice quanto geniale.

Vincere. Per ritrovare lo smalto dei tempi perduti, quello che quest'anno si è visto solo nelle gare contro Juventus, Milan e, in parte, Fiorentina. Ma è chiaro che per tornare a certi livelli la squadra deve fare mea culpa degli errori commessi finora con una chiara assunzione di responsabilità: «Ci sono sempre momenti difficili da superare in una stagione prosegue ancora Pioli anche nell'ultima partita siamo stati compatti, forse dovevamo chiuderla prima ma abbiamo tanti giocatori di qualità che ci faranno crescere».

Su tutti, ovviamente, il capitano Mauro Icardi («Sta dimostrando di essere uno dei migliori centravanti al mondo, può ancora migliorare»), giocatore sul quale l'Inter troppo spesso si affida non trovando sbocchi alternativi in fase offensiva. È anche vero che, nomi alla mano, tra i 23 convocati per la gara di questa sera del San Paolo contro il Napoli alternative in fase offensiva al nove nerazzurro non ce ne sono: Palacio e Jovetic hanno caratteristiche diverse, Gabigol riceve tanti apprezzamenti («Ha qualità, deve farsi trovare pronto al momento giusto») e nulla più. Di conseguenza questa sera in campo andranno gli stessi 11 che lunedì hanno battuto la Fiorentina, con Banega al centro del tridente assieme a Perisic e Candreva. Kondogbia e Brozovic in mediana e una difesa composta da D'Ambrosio, Ranocchia, Miranda e Ansaldi davanti ad Handanovic.

Squadra dove i tifosi sognano di vedere addirittura Lionel Messi: «Sognare è bello ma può essere pericoloso ha messo in guardia Pioli non abbiamo il tempo e il bisogno di pensare a cose che non sono aderenti alla nostra realtà che ci vede in una situazione di classifica deficitaria, non irrimediabile ma difficile». Perché, anche se nessuno lo dice, quella di stasera potrebbe davvero essere l'ultimo treno per la Champions. Pioli nicchia («Una gara importante per entrambe, non l'ultimo treno»), ma ammette che dall'incontro con la società di mercoledì è uscito un coro unanime di alto profilo: «Vogliamo fare bene e riportare l'Inter ai fasti passati e ai vertici del campionato e in Europa. Ci sono grandi ambizioni».

Ma per far diventare le ambizioni realtà servono i risultati. A partire già dalla gara di stasera, dove i nerazzurri avranno la possibilità di mettere paura ai partenopei. Per i piani alti della classifica il discorso è invece da rinviarsi, si spera, non di troppo.

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