L'Inter va in bianco E Goetze fa già felice la Juventus

Kovacic-Kondogbia, l'intesa cresce. Ma anche con Murillo la difesa traballa. Decide il gioiellino nel mirino bianconero

L'Inter c'è ma non si vede, battuta da una squadra che ha fatto della maggiore condizione fisica e di un costante possesso palla le armi migliori. Il Bayern Monaco di Pep Guardiola ha ritrovato Mario Goetze, autore del gol che ha deciso l'amichevole contro i nerazzurri a Shanghai, proprio nel momento di minor intesa tra le parti, con il talentuoso attaccante campione del mondo con la Germania pronto a cedere alle lusinghe della Juventus. La società bianconera, dal canto suo, lo ringrazia e prosegue nella sua offensiva di mercato per portarlo sotto la Mole.

L'Inter vista in campo in Cina non ha entusiasmato, ma gli alibi ci sono tutti. La squadra è ancora un cantiere aperto, dove gli schemi di Roberto Mancini devono essere acquisiti appieno; e poi, fondamentalmente, è ancora una squadra incompleta.

L'entusiasmo c'è e lo si percepisce anche dalle dichiarazioni di fine gara da parte di tutti i presenti, ma i problemi persistono comunque. L'attacco non è riuscito ad incidere, mentre la difesa ha offerto ancora una volta al tecnico jesino argomenti di riflessione e discussione per le prossime sedute di allenamento.

Vero che i bavaresi hanno dovuto aspettare 80 minuti prima di poter segnare ed è altrettanto vero che, dal punto di vista fisico, i tedeschi sono avanti nella preparazione in quanto il loro primo impegno sarà la Supercoppa di Germania ad inizio agosto. Ma è altrettanto vero che durante la sfida le coppie di difensori centrali schierate (Ranocchia e Murillo nel primo tempo, Juan Jesus e Andreolli nella ripresa) non hanno mai convinto, lasciando spesso spazi non sfruttati adeguatamente dai tedeschi. Fino al minuto 80, quando Goetze invece ha pagato al casello ed ha percorso l'autostrada messagli a disposizione da Juan Jesus: «Abbiamo fatto qualche errore, ma è stata una buona prestazione - ha ammesso Mancini a fine gara - siamo indietro a livello di condizione, ma su questo c'erano pochi dubbi».

Sicuramente da rimarcare le prestazioni di Kovacic e Kondogbia, che ormai sembrano essere arrivati ad un buon livello di amalgama e per i quali Roberto Mancini sembra aver trovato anche la giusta disposizione in campo: «Sono venuto all'Inter per giocare lì dove gioco ora - ha ammesso il centrocampista serbo - il mister mi ha rimesso dove sto da sempre». Il vertice basso del centrocampo nerazzurro ha trovato il suo titolare, ora toccherà al tecnico farlo rendere al massimo.

In linea generale, però, la mancanza di un playmaker e di un attaccante esterno, gli attuali obiettivi di mercato dell'Inter, si è palesata ancora una volta. Poche geometrie in mediana e scarso movimento senza palla in zona offensiva, due dei punti sui quali Mancini sarà chiamato a lavorare. Intanto la società ha lanciato un chiaro messaggio al mercato: Guarin e Shaqiri sono rimasti in panchina per tutta la durata della partita e saranno i due sacrificati per fare cassa. Per il colombiano si era fatto avanti il Fenerbahce con una proposta da 8 milioni di euro ma che non ha convinto il giocatore. Probabile che la sua cessione possa materializzarsi definitivamente al ritorno dalla tournée cinese: le pretendenti ad oggi non sono tante ma non esiste l'intenzione di svenderlo e per meno di 12 milioni difficilmente l'affare in uscita si concretizzerà.

Intanto c'è già chi pensa al derby di sabato contro il Milan, viatico ideale per la sfida di Guangzhou contro il Real Madrid del 27 luglio: «Siamo pronti per le prossime due amichevoli, saranno avversari difficili ma ci divertiremo sicuramente», ha sentenziato a fine gara capitan Ranocchia.