l'intervista »

Caro Bonaventura non era meglio scegliere l'Inter?

«Non ho rimpianti. Ho incontrato difficoltà che non mi aspettavo ma ho realizzato esperienze preziose: ero in una squadra di provincia, a Bergamo, e son passato al Milan, sono diventato titolare, ho guadagnato la fiducia di Inzaghi, ho fatto qualche golletto. Certo i risultati fin qui non sono stati esaltanti ma credo che abbia influito anche il clima scoperto intorno al nostro gruppo: tante critiche, troppe critiche».

Boban ha detto del Milan: squadra composta da giocatori molto scarsi…

«Da uno come lui non me l'aspettavo. È stato un grandissimo, ha conosciuto da vicino le difficoltà di chi va in campo e invece ha tirato fuori quell'espressione cruda. Forse perché lui ha conosciuto un altro calcio, quando il Milan era top al mondo».

Dopo la Samp lei ha detto: non ero al 100%. Perché allora ha giocato?

«Avevo fatto pochi allenamenti per due settimane di fila a causa di qualche acciacco alla caviglia. Ho giocato perché l'allenatore ha fiducia in me».

Quali le difficoltà extra?

«Non certo le voci sulla società o sul cambio di allenatore. No, la nostra rosa ha un valore tecnico superiore nettamente all'attuale posizione di classifica».

Dove dovrebbe trovarsi il Milan secondo Bonaventura?

«Dopo le prime tre, in piena zona Europa league. Se siamo distanti da quella posizione abbiamo mancato in qualcosa».

Inzaghi è convinto: il ritardo è solo colpa degli infortuni.

«Certo. E aggiungo: gli infortuni possono capitare, non in quel numero, concentrati nello stesso periodo specie se non riesci a realizzare preparazioni adeguate. A noi del Milan è successo proprio questo. Siamo andati a Dubai per la Emirates Cup più che per fare il richiamo della preparazione e abbiamo pagato lo scotto perché poi a gennaio e febbraio, con la settimana piena di impegni per la coppa Italia, non siamo più riusciti a riparare il deficit fisico».

Bonaventura è uno che voterebbe sempre per Pippo in panchina, vero?

«So soltanto che Inzaghi ha dato il massimo, ha fatto di tutto per farci esprimere al massimo. E l'ha fatto tutti i giorni».

Berlusconi progetta un Milan giovane ma più italiano di prima.

«Galliani ne ha parlato apertamente con noi ed è un progetto che può riservare aspetti attraenti, specie se poi i giovani fanno parte anche della Nazionale. Di solito si interviene in questo modo per cementare il gruppo, ma noi lo siamo già, il nostro è un gruppo sano».

A proposito del presidente: da qualche mese non arriva più a Milanello…

«E quando arrivava Berlusconi riusciva sempre a darci una carica speciale».

In quale ruolo Bonaventura rende meglio?

«Fondamentali sono i principi del gioco che uno deve conoscere più che affezionarsi a una mansione: mi piace fare il centrocampista ma forse il meglio riesco a darlo da tre-quartista, dietro le due punte perché riesco a legare il gioco».

Come arriva il Milan a questo derby impoverito?

«Sappiamo tutti quanto vale: per noi, per il pubblico dei tifosi che ha ricevuto scarse soddisfazioni. Può darci slancio per un buon finale di stagione».

Giacomo Bonaventura