L'Italia fa da cavia alla moviola in campo

Si parte a settembre: tecnologia testata in serie B oppure in coppa Italia

Marcello Di Dio

Nel giorno in cui il Board della Fifa ha inserito l'Italia tra le federazioni nazionali che sperimenteranno il Var (Video assistance referee), ovvero la tecnologia in campo in ausilio degli arbitri, fa ancora più eco l'errore di Rizzoli al Vicente Calderon contro il Barcellona: il braccio destro di Gabi era chiaramente dentro l'area e non fuori quando ha colpito il pallone calciato da Iniesta e le immagini tv non hanno lasciato dubbi. Da settembre Rizzoli potrebbe farne uso, anche se resta da decidere se la tecnologia sarà testata nella Coppa Italia o nel campionato di serie B il cui presidente di Lega Andrea Abodi si è detto disponibile. E un parere importante sarà anche quello di Marcello Nicchi, numero uno dei fischietti.

Il progetto presentato alle Federazioni prevede due fasi, la prima 'offline' nella stagione 2016/2017 e la seconda 'live' durante quella successiva. Il protocollo va ancora definito, ma il video non potrà disciplinare tutti i casi: l'idea di base è applicarlo dopo il gol per valutare se ci sia stato fallo, palla fuori o fuorigioco, per l'espulsione diretta e per il rigore o ancora per lo scambio di identità per un'ammonizione o un'espulsione, cioè tutti episodi che cambiano la gara. Tecnicamente andrà deciso se sarà l'arbitro a poter chiedere l'aiuto della Var o sarà la Var stessa a raccomandare al direttore di gara di rivedere o modificare una sua decisione. In più bisognerà valutare la possibilità di fermarsi se la palla è in una zona «non influente» o di aspettare uno stop e se potrà essere applicata l'opzione «challenge», cioè la richiesta di una verifica video da parte degli allenatori, come avviene già nel volley o nel basket. Una cosa è certa: le partite saranno molto più lunghe. «Ma sarà qualcosa al servizio di tutti», ha sottolineato Pierluigi Collina, capo degli arbitri dell'Uefa.

«Siamo stati tra i primi sostenitori dell'utilizzo della tecnologia in campo - così il presidente della Figc Tavecchio, che il 21 aprile incontrerà le Leghe di A e B e l'Aia e a maggio formalizzerà l'impegno alla sperimentazione -, riteniamo di avere tutti i requisiti per offrire il nostro contributo. Nel rispetto della fluidità del gioco e della centralità dell'arbitro, anche nel calcio l'innovazione migliorerà tutto il sistema, come ha già dimostrato la positiva adozione della Goal line technology».

E Gianni Infantino, da 45 giorni nuovo presidente della Fifa, evidenzia l'impegno del massimo organismo mondiale sull'argomento: «La video-assistenza arbitrale è un tema che credo sia sul tavolo sin da quando la televisione esiste. Non è una cosa facile ma è importante, ne discuteremo e troveremo la giusta soluzione». Ma il progresso è arrivato e l'Ifab non ha potuto che prenderne atto.