L'Italia con la mira sballata non fa centro. Flop Zublasing, gli arcieri giù dal trono

L'iridata solo 33ª. Galiazzo, Nespoli e Pasqualucci sconfitti 6-0 dai cinesi

nostro inviato a Rio de Janeiro

Punta, pensa e tira e qualche volta è meglio non pensarci troppo. Non sono pokemon, ma sagome. È il suono di una carabina olimpica certi giorni è come una melodia. Certi giorni, non questo. E purtroppo è quello che conta. Capita. Ci sono giorni che ti svegli male. Non lo sentì il daimon, non ti parla, tossisce, fa i capricci, si impigrisce sul cuscino. A Petra è andata bene all'ultimo mondiale, il daimon ballava, schiocchi avrà le dita: spara, spara, spara. Petra Zublasing questa mattina si è ritrovata sola. «Quando va cosi fa male all'anima. Mi spiace tanto per chi mi sta vicino e crede in me. Nelle prove generali fatte prima di venire qui ho fatto un punteggio vicino al record del mondo ma oggi non andava niente. Sono partita malissimo dopo la prima serie mi sono anche fermata per parlare con la mia allenatrice. Dopo ho iniziato a sparare bene ma facevo due colpi buoni ed il terzo non entrava così perdevo sicurezza». Il daimon è pigro, si è svegliato troppo tardi. È come Usain Bolt che perde l'autobus e diserta la cerimonia di apertura. Non aveva voglia di aspettarne un altro. Il daimon certe volte ti fa perdere tutto. Petra è altoatesina. Dicono che il tiro a segno sia nato dalle sue parti, per la passione di Maria Teresa d'Austria, che prima di essere imperatrice andava in Tirolo, da contessa, a sparare alle sagome. Non c'erano pokemon, allora. Ma solo il silenzio è il conto dei battiti del cuore: spara, pum, spara. Sono le 15 qui a Rio e questa assomiglia a una giornata maldestra. L'oro di Londra si consuma in fretta. Mauro cade e con lui David e Marco non è più il ragazzino imperturbabile di Atene, e neppure quello di Pechino. Quella faccia da colletto bianco non porta i segni del tempo, ma ha perso quella segreta magia che addomestica la freccia, che con un sussurro la porta dove vuoi. La testa invecchia, la stanchezza ti usura, la vita ti rende meno impermeabile, cominci a sentire il mondo, quello che ti circonda, perdi quella sintonia con lo spazio siderale, che ti fa vibrare l'arco nel vuoto assoluto. Oppure è solo un dispetto degli déi che a un certo punto si riprendono il dono. Gli arcieri azzurri si fermano ai quarti e si va via con un sei a zero contro i cinesi. Nespoli, Pasqualucci e Galiazzo si arrendono qui. Non sempre la squadra trova l'intesa o si infrange contro frecce più forti. La speranza è che ognuno faccia da solo. È il più giovane, vent'anni, quello che sta mirando meglio. Pasqualucci più di Nespoli e l'impresa di Galiazzo sembra quasi impossibile. C'è un uomo che viene dal lontano oriente che non sbaglia un colpo. È coreano. È il solito Kim. Kim Woo-Jin. Si è già preso il record del mondo con 700 punti su 72 frecce. Solo lui può perderla questa sfida è lasciarsi sfilare due ori. Un vecchio proverbio zen dice che un arciere, ha un solo bersaglio: il suo cuore.

Commenti
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stenos

Dom, 07/08/2016 - 10:13

La sfiga che ha distribuito il clow di Rignano ha effetti nefasti.

@ollel63

Dom, 07/08/2016 - 12:50

riportateli in Italia a loro spese.